Chivasso, multe a chi non pulisce la pipì dei cani
Chivasso, multe a chi non pulisce la pipì dei cani

Roma, 6 novembre 2018 - Il Comune di Chivasso, a partire da mercoledì scorso, ha diramato un’ordinanza che prevede che chi ha un cane deve pulire la pipì fatta per strada dal suo animale. Il padrone, infatti, deve munirsi di una bottiglietta d’acqua per lavare il marciapiede in caso di impellente bisogno del cane. Insomma, paletta e sacchetto non bastano più. Pure la pipì non deve lasciare tracce né, si presuppone, i suoi odori. Le violazioni prevedono sanzioni da 75 a 450 euro. Per (sacrosanta) par condicio vengono previste multe anche alle ‘gattare’ (le amanti dei felini) che abbandonano cibo per i loro fedelissimi in strada, senza prontamente ripulirla. La notizia ha suscitato ironia e proteste ma dura lex sed lex.

Il nuovo regolamento comunale di Chivasso è stato approvato dal Consiglio già nel giugno scorso, ma ora è entrato in vigore. Il sindaco, Claudio Costello, spiega che «purtroppo, il comportamento di alcuni proprietari genera degrado nelle vie della città, anche quelle del passeggio in centro. Molti cittadini si sono lamentati».
 
Del resto, nel vicino comune di Carmagnola, sempre in provincia di Torino (dove, i cani, devono proprio odiarli), si è ricorso addirittura all’investigazione della Scientifica per dichiarare guerra alla maleducazione dei proprietari di cani. Si farà l’esame del Dna su tutti (e, dicasi, tutti) i cani che vivono nel territorio per stabilire al cane cui appartiene la deiezione non raccolta: esame che non lascerà scampo al padrone cui arriverà la multa. A occuparsene sarà l’Istituto Zooprofilattico di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, un laboratorio cui, di solito, spettano compiti di vitale importanza per la salute pubblica come i controlli sulla sofisticazione alimentare e sulla salute degli animali come gli esami per scoprire ceppi di mucca pazza o influenza aviaria.
 
Del resto, pare che, a Carmagnola come a Chivasso, le mamme siano disgustate dalla puzza e dagli escrementi nei parchi pubblici... Non sono soli, però, i comuni di Carmagnola e di Chivasso nel combattere questa battaglia. Delibere comunali contro gli escrementi canini sono state presi in altri comuni: a Lerici ovunque, a Volterra, ma solo al centro storico, e a Vigevano bisogna portarsi dietro la bottiglietta d’acqua: in nessuno di questi comuni sono però previste delle sanzioni.



Anche la Corte di Cassazione, tra un processo di mafia e uno di strage, si è occupata dell’annoso problema dettando persino, nel 2015 (sentenza n. 7082), il vademecum del buon padrone che vuole portare a passeggio il suo cane.
Quando si è per strada, avverte la Suprema Corte, è bene tenere il proprio animale «al guinzaglio» o comunque «intervenire con atteggiamenti tali da farlo desistere quantomeno nell’immediato» dal fare i bisognini sui muri. Nell’impossibilità di vietare al cane di fare pipì è bene, pertanto, portarsi dietro una bottiglietta d’acqua per ripulire.