di Claudia Marin La manovra 2022 sarà ricordata, sul versante delle pensioni, come quella di Quota 102: mandata in soffitta Quota 100, ci vorranno 64 anni di età e 38 di contributi per lasciare il lavoro nel prossimo anno. Ma anche le maestre potranno farlo con l’Ape sociale a 63 anni. E, dopo, anche il Reddito di cittadinanza subirà una stretta più o meno significativa, a seconda di...

di Claudia Marin

La manovra 2022 sarà ricordata, sul versante delle pensioni, come quella di Quota 102: mandata in soffitta Quota 100, ci vorranno 64 anni di età e 38 di contributi per lasciare il lavoro nel prossimo anno. Ma anche le maestre potranno farlo con l’Ape sociale a 63 anni. E, dopo, anche il Reddito di cittadinanza subirà una stretta più o meno significativa, a seconda di come verrà attuata: di sicuro i controlli preventivi – assicura il premier Mario Draghi – verranno notevolmente ampliati e rafforzati e dopo il secondo rifiuto di un’offerta di lavoro, scatterà la tagliola sul sussidio. Per un altro anno, dunque, non si tornerà alla legge Fornero. Poi si vedrà.

Si allarga la platea dell’Ape social, in cui entrano tra l’altro estetisti, magazzinieri e maestre, mentre cambiano i requisiti di Opzione donna con il limite di età che sale di due anni (60 per le lavoratrici dipendenti e 61 per le autonome). Condizioni che le lavoratrici dovranno raggiungere entro la fine dell’anno in corso per poter lasciare il lavoro nel 2022, con un taglio dell’assegno del 25-30%.

Cambia anche il Reddito di cittadinanza, con una stretta sui controlli ex ante per evitare abusi. Per incentivare la ricerca del lavoro i dettagli sono ancora in fase di valutazione: la bozza prevede un décalage di 5 euro al mese a partire dal sesto mese, per i soli occupabili, la revisione dei criteri per l’offerta congrua e la decadenza dal beneficio dopo due no al lavoro. Previsto anche che il reddito di chi trova lavoro non azzeri l’assegno, ma diventi una dote per il datore di lavoro. Con la legge di Bilancio arriva anche la riforma degli ammortizzatori che diventano universali, con i piccoli fino a 5 dipendenti che pagheranno lo 0,5% (0,8% sopra i 5) ma chi non li usa per due anni avrà uno sconto del 40%. Il décalage della Naspi inizierà dopo 6 mesi, il contratto di espansione si userà a partire dai 50 dipendenti.Infine, aiuti per le mamme lavoratrici e i neo papà.