I genitori di Alm. a, Teresa e Francesco Sgrò,. con il professor. Bertino
I genitori di Alm. a, Teresa e Francesco Sgrò,. con il professor. Bertino
Ha partorito alla trentunesima settimana la sua bambina mentre veniva operata d’urgenza al cervello. Cose da serie tv con l’ospedale che mobilita i suoi reparti migliori per sfidare l’impossibile, e magari succede proprio sotto Natale mentre fuori c’è una bufera di neve. A Torino c’era solo un po’ di foschia il...

Ha partorito alla trentunesima settimana la sua bambina mentre veniva operata d’urgenza al cervello. Cose da serie tv con l’ospedale che mobilita i suoi reparti migliori per sfidare l’impossibile, e magari succede proprio sotto Natale mentre fuori c’è una bufera di neve. A Torino c’era solo un po’ di foschia il 18 dicembre. Ma è successo davvero alle Molinette e il lieto fine si chiama Alma, nata di sette mesi, un chilo e mezzo di voglia di vivere. Sua madre Teresa, una ballerina di origini portoghesi di 33 anni, è l’altra metà del miracolo. E anche lei sta bene dopo essere finita sotto i ferri per un’imporvvisaa lesione cerebrale e un intervento cesareo in contemporanea. Non ricorda nulla: "Non ho mai capito quello che stava succedendo. Avevo un forte mal di testa da mesi e volevo solo che me lo facessero passare". Alma, nel reparto di terapia intensiva neonatale del Sant’Anna, ieri ha fatto la sua prima conquista: ciucciare dal biberon il nutrimento della Banca del latte umano. La gravidanza fino a dieci giorni fa procedeva bene. All’improvviso quell’emicrania sempre più forte, un malessere da pronto soccorso. Alle Molinette viene individuata la lesione cerebrale. Per salvare la donna e la sua bambina inizia una corsa contro il tempo che coinvolge quattro equipe mediche fra neurochirurghi, neonatologi, ginecologi e ostetrici. La situazione è così complicata che non si possono separare i due interventi, la sala di neurochirurgia si trasforma in sala parto. Ora la mamma sta meglio ed è rifiorita quando ha potuto stringere la sua piccola.

Viviana Ponchia