È all’epilogo la tormentata storia di Enzo Bianchi e della Comunità di Bose: entro pochi giorni dovrà lasciare la comunità che lui stesso ha fondato negli anni ‘60, e dalla quale è stato allontanato per decisione delle autorità ecclesiastiche nel 2020. Un decreto del delegato pontificio, padre Amedeo Cencini, concede all’ex priore una settimana di tempo per lasciare la comunità nel Biellese e trasferirsi a Cellole di San Gimignano, provincia di Siena e diocesi di Volterra, in un’antica canonica trasformata alcuni anni fa nella sede toscana della stessa Bose. Particolare significativo: Cellole perde qualsiasi connotazione monastica, viene ceduta in comodato a Enzo Bianchi che sarà accompagnato da tre o quattro confratelli. Continueranno a essere considerati monaci ma ‘extra domum’. Un provvedimento disciplinare pesante ma, ritiene la Segreteria di Stato Vaticana, purtroppo inevitabile, visto quanto verificatosi all’interno della comunità, con una spaccatura difficilmente ricomponibile tra il fondatore, sostenuto da un gruppetto di fedelissimi, e gli altri ottanta monaci.