di Nicola Palma e Marianna Vazzana BIANDRATE (Novara) Il camion scarta improvvisamente a sinistra, imboccando contromano la corsia d’entrata del centro distribuzione Lidl di Biandrate e superando la colonna di mezzi bloccati in uscita da un’azione di protesta del Si Cobas. Gli attivisti, una quindicina in totale convocati la sera prima dal responsabile per la provincia di Novara Adil Belakhdim, gli si parano davanti gridando. Il mezzo pesante avanza a scatti, non si ferma, nonostante la visuale dalla cabina consenta all’autista di vedere bene quelle persone. Alcuni agenti della Digos si accorgono del pericolo e intimano l’alt al conducente: gli mostrano la placca di riconoscimento e il tesserino, si qualificano chiaramente come poliziotti. Niente da fare: il camion guidato da Alessio S., ventiquattrenne residente nel Casertano e dipendente di una società di trasporti di Poggiomarino (in...

di Nicola Palma

e Marianna Vazzana

BIANDRATE (Novara)

Il camion scarta improvvisamente a sinistra, imboccando contromano la corsia d’entrata del centro distribuzione Lidl di Biandrate e superando la colonna di mezzi bloccati in uscita da un’azione di protesta del Si Cobas. Gli attivisti, una quindicina in totale convocati la sera prima dal responsabile per la provincia di Novara Adil Belakhdim, gli si parano davanti gridando. Il mezzo pesante avanza a scatti, non si ferma, nonostante la visuale dalla cabina consenta all’autista di vedere bene quelle persone. Alcuni agenti della Digos si accorgono del pericolo e intimano l’alt al conducente: gli mostrano la placca di riconoscimento e il tesserino, si qualificano chiaramente come poliziotti.

Niente da fare: il camion guidato da Alessio S., ventiquattrenne residente nel Casertano e dipendente di una società di trasporti di Poggiomarino (in provincia di Napoli), sterza a destra dopo aver superato i cancelli e travolge Belakhdim, passandogli sopra con le ruote e allontanandosi a tutta velocità. Per il trentasettenne marocchino non c’è scampo. E quel corpo a terra in via Guido il Grande fa deflagrare in un attimo una questione a lungo trascurata ed emersa una settimana fa con gli scontri tra lavoratori davanti alla sede della Zampieri Holding di Tavazzano: quella del settore della logistica, un ginepraio di padroncini pagati a cottimo, appalti e subappalti, cooperative, paghe sempre più basse e guerra tra poveri, in larga parte stranieri.

Un ginepraio in cui non sempre si sono districati al meglio i confederali, lasciando ampio spazio a realtà di base come i Si Cobas, che con slogan anti-padroni e presenza costante sul territorio hanno conquistato ampia rappresentanza in un comparto sempre più strategico in tempi di e-commerce e consegne a domicilio a tempo di record. Belakhdim, 37 anni, residente nell’hinterland milanese a Vizzolo Predabissi con la moglie Lucia e i due figli, aveva deciso di impegnarsi nel sindacato nel 2013, dopo aver perso il lavoro in un’azienda di Peschiera Borromeo: "Aveva capito che bisognava fare qualcosa, non solo per lui stesso ma per tutti – ha ricordato un amico –. Non potrò mai dimenticare la passione con cui lavorava per cercare di difendere gli altri e per cercare di far avere loro garanzie minime perché potessero condurre una vita dignitosa". L’autista del tir si è fermato dopo 15 chilometri, in un’area di servizio della A4: da lì ha chiamato il 112 per costituirsi. Portato in caserma, è stato arrestato dai carabinieri con le accuse di omicidio stradale, resistenza e omissione di soccorso e portato in carcere. "Sono molto addolorato per la morte di Adil Belakhdim. È necessario che si faccia subito luce sull’accaduto", le parole del premier Mario Draghi.

"È gravissimo quello che è accaduto – ha aggiunto il ministro del Lavoro Andrea Orlando –. Nel settore della logistica stiamo assistendo a un’escalation intollerabile di episodi di conflittualità sociale che richiedono risposte urgenti. Alla famiglia del sindacalista la nostra vicinanza". Una "morte inaccettabile" per il presidente della Camera Roberto Fico. Unanime il cordoglio da parte di tutte le forze politiche, mentre Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato uno sciopero che andrà avanti fino a domani: "Non è possibile morire mentre si esercita il diritto costituzionale a esprimere la propria opinione e non si devono mai mettere lavoratori contro lavoratori. Il diritto di manifestare è sacrosanto e ogni atto di violenza va condannato". Di "diritti calpestati" e di "clima spesso da Far West" ha parlato il segretario generale Cgil Maurizio Landini. Dal canto suo, Lidl Italia, nell’esprimere "il più sincero cordoglio" alla famiglia di Adil e nel sottolineare che mezzo e autista coinvolti sono legati "a un fornitore terzo", ha ricordato che "applica a tutti i circa 2.500 lavoratori delle 10 piattaforme logistiche in Italia non il contratto della logistica, ma il Ccnl della distribuzione moderna organizzata".

La tragedia di Biandrate ha fatto tornare alla mente un episodio molto simile avvenuto nel settembre del 2016, quando il facchino egiziano di 53 anni Abd Elsalam Ahmed Eldanf fu travolto da un tir all’esterno di una ditta piacentina di logistica durante una vertenza tra l’Usb e i vertici di Gls. Il camionista, assolto in primo grado dall’accusa di omicidio colposo, non si era accorto della presenza del lavoratore e l’aveva investito involontariamente. Stavolta la dnamica e le testimonianze sembrano raccontare un’altra storia.