Una scena del film del regista Gregory Hoblit “Il caso di Thomas Crawford“ (2007)
Una scena del film del regista Gregory Hoblit “Il caso di Thomas Crawford“ (2007)
Aveva assoldato un sicario per uccidere la moglie, dalla quale si era separato, e la suocera. Avrebbe dovuto simulare un incidente, speronando l’auto con a bordo le due donne per farla finire fuori strada, in un punto senza guard-rail, dopo che avevano accompagnato i bambini a scuola. Ma l’uomo che aveva contattato, un suo ex dipendente, giovedì scorso è andato a raccontare tutto ai carabinieri. E domenica pomeriggio, quando il mandante ha incontrato il sicario per dargli un acconto, ha trovato anche i carabinieri che lo hanno arrestato con l’accusa di tentato omicidio. Un episodio...

Aveva assoldato un sicario per uccidere la moglie, dalla quale si era separato, e la suocera. Avrebbe dovuto simulare un incidente, speronando l’auto con a bordo le due donne per farla finire fuori strada, in un punto senza guard-rail, dopo che avevano accompagnato i bambini a scuola. Ma l’uomo che aveva contattato, un suo ex dipendente, giovedì scorso è andato a raccontare tutto ai carabinieri. E domenica pomeriggio, quando il mandante ha incontrato il sicario per dargli un acconto, ha trovato anche i carabinieri che lo hanno arrestato con l’accusa di tentato omicidio.

Un episodio da trama di un film il cui protagonista è Nicola Zangani, 46 anni, originario di Borgotaro in provincia di Parma ma residente a Sarzana, imprenditore nel settore dei trasporti. Non ha alcun precedente con la giustizia ed è per questo che risulta sorprendente il piano che avrebbe architettato nei confronti della ex moglie e della suocera che vivono in un paese della Lunigiana. La somma offerta al sicario è 30mila euro, di cui una parte subito e l’altra a delitto compiuto.

Il movente non sarebbe passionale, bensì di natura economica. Non la gelosia, quindi, avrebbe spinto l’imprenditore a commissionare un duplice femminicidio. In base alle indagini coordinate dal sostituto procuratore della Spezia Elisa Loris, pare che l’oggetto del contendere fossero alcune proprietà. Al 46enne, infatti, sono stati sequestrati dei documenti che avrebbe voluto far firmare alla ex moglie, collegati alla casa in centro a Sarzana dove lui abita e ad un altro immobile.

Il primo contatto col sicario risale all’inizio del mese scorso, quando l’imprenditore gli aveva chiesto di uccidere due persone, senza specificare chi. Costui, un sarzanese di 67 anni che ha precedenti per sfruttamento della prostituzione e bancarotta, non ha mai ucciso nessuno e si è perfino stupito che venisse chiesto proprio a lui. Ha detto più volte all’uomo che lo aveva contattato, se fosse davvero sicuro di quello che gli chiedeva. Ma quando gli ha consegnato le fotografie delle due donne e lo ha portato nel paese dove abitano per indicargli il tratto di strada dove sarebbe dovuto accadere l’incidente, ha capito che non scherzava affatto. E ha deciso di andare in caserma a raccontare tutto.

Non appena hanno saputo della volontà dell’uomo, i carabinieri della compagnia di Sarzana, diretti dal capitano Luca Panfilo, si sono prima di tutto sincerati che le due donne fossero al sicuro. Poi sono intervenuti al momento della consegna del primo acconto al sicario, domenica pomeriggio in una zona periferica di Sarzana. I carabinieri ascoltavano tutto grazie ad una microspia nell’auto e un’altra addosso al 67enne: hanno avuto la certezza che voleva la morte della ex moglie e della suocera e sono intervenuti, arrestandolo, dopo che aveva consegnato 500 euro al sicario. Ora Nicola Zangani è rinchiuso nella casa circondariale della Spezia e nei prossimi giorni ci sarà l’udienza di convalida davanti al gip.