Strage in una villetta di Rende, alle porte di Cosenza: il lavoro dei Ris (Ansa)
Strage in una villetta di Rende, alle porte di Cosenza: il lavoro dei Ris (Ansa)

Cosenza, 13 febbraio 2018 - Quello che si era pensato fin dall'inizio - che la strage di famiglia di Rende fosse opera del padre - oggi sembra confermato. Sarebbe stato Salvatore Giordano, commerciante 57enne, a sterminare moglie e figli prima di spararsi al mento e togliersi la vita.

Nuovi particolari horror emergono dagli accertamenti compiuti sino a tarda notte dai carabinieri del Ris nella villetta teatro della tragedia: pare inoltre che l'uomo, oltre ad aver colpito le sue vittime con coltello e un'arma da fuoco, avrebbe anche inflitto ai figli il cosiddetto 'colpo di grazia' sparando alla testa da vicino.

Di più, la ragazza aveva una mano ferita,  forse dal coltello sequestrato nella serata di ieri dai carabinieri: probabile che sia stato un estremo tentativo di difesa

Gli investigatori, intanto, hanno interrogato alcuni parenti della famiglia, che abitano vicino alla villetta. Ma niente: la motivazione del massacro resta per ora un mistero. A sentire i parenti l'uomo non aveva particolari problemi economici, si prendeva cura dei genitori, anziani e malati, e conduceva una vita regolare con la moglie. 

Anche la vita dei figli - la ragazza di 31 anni, il ragazzo di 26 - era apparentemente normale, senza scossoni: Cristiana lavorava in un call center e Giovanni era studente universitario e di tanto in tanto aiutava il padre nel negozio di famiglia.

E chissà se mai si scopriranno i motivi di tanta brutalità: la violenza cieca esplosa l'altra notte nella villetta alle porte di Cosenza non ha avuto testimoni. Solo l'anziana madre di Giordano, che vive col marito al piano sottostante l'abitazione del figlio, ha detto di aver sentito un po' di trambusto verso le 4 del mattino. Ma evidentemente non vi ha dato peso.