Roberto Occhiuto, 52 anni, capogruppo di FI alla Camera e candidato in Calabria
Roberto Occhiuto, 52 anni, capogruppo di FI alla Camera e candidato in Calabria
di Elena G. Polidori Palla in tribuna, ancora una volta, nella scelta dei candidati sindaci per Milano, Napoli e Bologna. L’ennesimo vertice del centrodestra, ieri, non ha sciolto i nodi, anche se un traguardo almeno è stato raggiunto. Si è definito, infatti, il ticket per le suppletive in Regione Calabria, dove saranno schierati l’attuale presidente dei deputati di Forza Italia, l’enfant prodige di Cosenza, Roberto Occhiuto (come presidente), e l’attuale reggente Nino Spirlì (come vice), l’eclettico esponente che ha tenuto le redini del governo regionale dopo la scomparsa di Jole Santelli. Per il...

di Elena G. Polidori

Palla in tribuna, ancora una volta, nella scelta dei candidati sindaci per Milano, Napoli e Bologna. L’ennesimo vertice del centrodestra, ieri, non ha sciolto i nodi, anche se un traguardo almeno è stato raggiunto. Si è definito, infatti, il ticket per le suppletive in Regione Calabria, dove saranno schierati l’attuale presidente dei deputati di Forza Italia, l’enfant prodige di Cosenza, Roberto Occhiuto (come presidente), e l’attuale reggente Nino Spirlì (come vice), l’eclettico esponente che ha tenuto le redini del governo regionale dopo la scomparsa di Jole Santelli.

Per il resto è ancora tutto da definire, perché i leader dei partiti della coalizione si sono presi ancora qualche giorno di tempo per sondare i candidati civici destinati alle competizioni di autunno, come è stato fatto per il Campidoglio e per la scelta del ticket Michetti-Matone. Novità di ieri è che sia Salvini sia Tajani hanno confermato che si sta lavorando su profili civici.

In ballo ci sarebbe, per Napoli, il pm Catello Maresca che, però, vorrebbe correre senza simboli di partito addosso: mossa non gradita alla Meloni, che ci terrebbe parecchio. A Bologna è emerso invece un nome nuovo, avanzato da Forza Italia, Ilaria Giorgetti, civica con un’esperienza passata nel Pdl. Il suo nome si aggiunge a quelli di Fabio Battistini e Roberto Mugavero.

A Milano, la rosa dei candidati è una terna: il genero di Ennio Doris, Oscar di Montigny; il professore della Bocconi, Maurizio Dallocchio, e il manager Riccardo Ruggiero. Bisogna anche vedere quale di questi accetterà la possibilità di avere Gabriele Albertini come candidato vice, con quest’ultimo che si è invece detto disponibile a correre a fianco proprio di di Montigny, se i leader del centrodestra lo sceglieranno per sfidare Beppe Sala. "Ho dato la mia adesione alla sua candidatura – ha spiegato Albertini –, ha un curriculum ragguardevole".

Intanto il leader del Carroccio, Matteo Salvini, ha ribadito: "Chiudiamo entro la prossima settimana, mi autoconvoco per giovedì alle 15", ha scherzato alla fine del vertice.

La corsa per Palazzo Marino, però, è tutt’altro che chiusa. Forza Italia e una parte dell’ala centrista avrebbero alzato il veto su Albertini per il gran rifiuto dell’ex primo cittadino a correre di nuovo come sindaco. Parecchi esponenti del centrodestra sono ancora irritati e a questo punto, non vorrebbero proprio concedergli un ruolo.

Albertini pagherebbe anche il fatto di essersi impuntato sul ‘no’ alla candidatura di Maurizio Lupi, con cui i rapporti non sono stati mai idilliaci. Non è un caso, dunque che l’ostracismo su di lui arrivi proprio da quella parte che più spera nella candidatura del leader di "Noi con l’Italia", Lupi appunto.

"Non è una situazione semplice, quando uno parte coi veti, alla fine li subisce" commentava ieri una fonte di Fi. Resta in corsa Annarosa Racca di Federfarma, anche se su di lei pesa un fascicolo, a Torino, per presunta diffamazione nei confronti di un suo competitore alla presidenza dell’associazione dei titolari delle farmacie.