Nella foto d’archivio il concerto di Mozart diretto dal maestro Lanzetta a Santa Croce
Nella foto d’archivio il concerto di Mozart diretto dal maestro Lanzetta a Santa Croce

Firenze, 1 dicembre 2019 - "No, niente Mozart in chiesa. E poi figuriamoci nel periodo natalizio!". E’ vero che era massone, ma la sua musica si può dire che sia ‘celestiale’. Ma non c’è stato niente da fare: il priore francescano della Basilica di Santa Croce, il padre guardiano Paolo Bocci, ha negato la chiesa all’ormai tradizionale concerto del 5 dicembre, giorno della morte del celebre salisburghese.

Eppure il programma non aveva apparentemente neanche una nota stonata: Requiem e Ave Verum Corpus, che il geniale Wolfgang Amadeus scrisse nel 1791 per la solennità del Corpus Domini. Neanche questo è bastato: "Non voglio questa musica in basilica – ha ripetuto perentorio – specialmente in questo periodo dell’Avvento e di Quaresima francescana, così importante per noi frati minori conventuali".

Il sospetto che questa porta sbattuta in faccia dipenda anche dall’appartenenza di Mozart alla fratellanza dei "liberi muratori" è venuto a molti. In ogni modo, invece di litigare, l’Opera di Santa Croce ha trovato un’alternativa alle straordinarie navate gotiche della basilica affrescata da Giotto. All’Orchestra da Camera Fiorentina, diretta dal maestro Giuseppe Lanzetta, è stato offerto il Cenacolo, dove però non si possono accogliere più di 300 persone e con un biglietto da pagare, invece delle oltre mille e cinquecento spettatori che, gratis, gli anni passati solitamente sedevano in religioso silenzio ad ascoltarsi il Requiem in chiesa.

Ma c’è di più. Oltre alla commemorazione di Mozart, il concerto del 5 dicembre conclude il cartellone della Festa della Toscana, ed è un omaggio a tutti coloro che sono stati vittime della pena di morte, ricordando che nel Granducato la pena capitale fu abolita il 30 novembre 1786.

Non è finita. Dopo Mozart sembra che anche Dante possa esser cacciato da Santa Croce, la stessa dove si trova solo il cenotafio, visto che Ravenna non intende rendere a Firenze le spoglie del Sommo Poeta. La città deve accontentarsi della statua di Dante posizionata fuori dalla chiesa.

Il fatto è che nel 2021 si celebreranno i 700 anni dalla morte dell’Alighieri. E monsignor Marco Frisina, noto compositore di musica sacra e consultore del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, voleva portare in Santa Croce il suo musical-Opera, ideato, composto e dedicato proprio alla Divina Commedia. Niente da fare: anche a lui è stato detto no: il povero Dante, esiliato da Firenze ancora una volta.