19 apr 2022

Mosca scatena l’offensiva verso Est "Inferno di fuoco sul Donbass"

Da Leopoli a Mariupol, oltre 350 attacchi missilistici. Presa anche Kreminna: vittime tra i civili. Spostati aerei e artiglieria pesante. Il governatore di Lugansk: si combatte in diverse città

giovanni rossi
Cronaca
Le forze speciali cecene di supporto all’Armata Rossa pattugliano l’area industriale di Mariupol, l’unica dove. gli ucraini continuano a resistere nella città simbolo del conflitto
Le forze speciali cecene di supporto all’Armata Rossa pattugliano l’area industriale di Mariupol, l’unica dove. gli ucraini continuano a resistere nella città simbolo del conflitto
Le forze speciali cecene di supporto all’Armata Rossa pattugliano l’area industriale di Mariupol, l’unica dove. gli ucraini continuano a resistere nella città simbolo del conflitto

di Giovanni Rossi Scatta la temuta offensiva russa nell’est del paese. Lo ufficializza, con nota allarmata e in tarda serata, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: "Possiamo ora affermare che le truppe russe hanno iniziato la battaglia per il Donbass, per la quale si stavano preparando da tempo. Una grande parte dell’esercito russo è ormai consacrato a questa offensiva". È la fase due. Dopo il riposizionamento sul campo e l’accorciamento della catena logistica, Mosca potenzia gli attacchi dalle aree filorusse delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk. Obiettivo: provare ad annettersi l’intero Donbass. Ma l’azione di Mosca è avvolgente. Ecco come. PIOGGIA DI MISSILI SU TUTTO IL PAESE L’Ucraina è grande e la Russia prova a trafiggerla da ogni direzione. Tra Pasqua e Pasquetta più di 350 attacchi e bombardamenti missilistici. Da Leopoli a Mariupol passando per il Donbass, altre devastazioni e tributi di sangue. La conferma dell’attacco a est arriva dal governatore della regione di Lugansk, Sergei Gaïdaï, che parla di "combattimenti incessanti, di inferno di fuoco" in diverse città, mentre le sirene d’allarme risuonano in tutto il Paese. NESSUNA RESA NELLA CITTÀ MARTIRE Mariupol, la città martire sul mare d’Azov, non sventola bandiera bianca, ma secondo l’intelligence britannica ormai assomiglia a Grozny: "Uno scenario ceceno". Sotto i palazzi ridotti a scheletri, nelle viscere dei bunker nascosti dalle macerie, chi non ha potuto fuggire combatte fame, sete, orrore. Nonostante migliaia di morti, civili assediati e forze superstiti rifiutano la resa. Ma quanto può sopravvivere il simbolo Mariupol? E soprattutto: ha senso un sacrificio così geolocalizzato in un conflitto che ormai determina divaricazioni planetarie? Il campo rilancia eroismi quotidiani. L’ACCIAIERIA DI MARIUPOL I difensori superstiti di Mariupol, dagli 800 ai 1.500 uomini, sono asserragliati nell’acciaieria Azovstal: nonostante la morte del proprio generale, declinano l’offerta di resa e annunciano che combatteranno "fino alla fine", anche a tutela dei quasi mille ...

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