Simone Uggetti
Simone Uggetti
L’assoluzione avvenuta in appello dell’ex sindaco di Lodi, Simone Uggetti, che nel 2016 fu arrestato con l’accusa di turbativa d’asta, e la conseguente lettera di scuse indirizzategli dal ministro Luigi Di Maio, ha riportato alla ribalta l’annoso tema della giustizia. Le scuse di Di Maio hanno un valore politico particolare, in quanto i 5 Stelle hanno sempre mantenuto posizioni estremamente giustizialiste, utilizzando un avviso di garanzia come arma per accentuare lo scontro politico. Le parole rivolte pubblicamente dal ministro grillino a Uggetti diventano...

L’assoluzione avvenuta in appello dell’ex sindaco di Lodi, Simone Uggetti, che nel 2016 fu arrestato con l’accusa di turbativa d’asta, e la conseguente lettera di scuse indirizzategli dal ministro Luigi Di Maio, ha riportato alla ribalta l’annoso tema della giustizia. Le scuse di Di Maio hanno un valore politico particolare, in quanto i 5 Stelle hanno sempre mantenuto posizioni estremamente giustizialiste, utilizzando un avviso di garanzia come arma per accentuare lo scontro politico. Le parole rivolte pubblicamente dal ministro grillino a Uggetti diventano un modo per dire che il M5s sulla giustizia ha cambiato posizione.

A onor del vero, bisogna anche dire che Di Maio non è il primo tra i maggiorenti pentastellati a rivedere queste posizioni. Durante il talk show Di Martedì , la sindaca di Roma Virginia Raggi si è scusata in diretta televisiva nei confronti del suo predecessore, Ignazio Marino. Fu proprio la Raggi a consegnare a lui simbolicamente le arance quando, nel 2015, l’allora inquilino del Campidoglio fu accusato di reati dai quali poi è stato successivamente assolto. Al di là, quindi, di chi si assume la prima firma delle scuse nei confronti di chi è stato vittima di malagiustizia, la retromarcia da parte del M5S sul tema del giustizialismo è netta. Al contempo, gli italiani sembrano aver apprezzato questo dietrofront del ministro degli Esteri: il 62% afferma che Di Maio abbia fatto bene a chiedere pubblicamente scusa.

Il problema della giustizia però rimane e forse è questo l’altro messaggio da captare nella lettera di Di Maio. Si coglie infatti indirettamente la disponibilità da parte del M5s a riformare il settore con posizioni diverse rispetto a quelle originarie. D’altronde, il 60% degli stessi italiani pensa che si debba procedere con una riforma concreta. È anche da notare che il pacchetto-giustizia, che ha l’obiettivo di renderla più efficiente e moderna, fa parte dei provvedimenti che il governo deve attuare per non perdere i fondi del Recovery. Quindi, la lettera di Di Maio può avere anche un’altra modalità di lettura, se interpretata in senso di disponibilità verso Draghi a favore di una riforma che ne possa correggere gli errori.

È come se Di Maio avesse parlato a nuora (Uggetti) affinché suocera (Draghi) intenda. E i più maligni leggono anche un secondo messaggio a Conte, che fa ancora fatica ad imporsi come capo del Movimento. D’altronde, indipendentemente da quest’ultima sentenza che ha fatto discutere, la fiducia nella magistratura è in calo da anni. Basti pensare che nel luglio 2018 era al 41% mentre oggi è al 30%, una pesante flessione di 11 punti in soli tre anni. Tra l’altro la possibilità di essere vittima di un errore giudiziario è una delle paure degli italiani: il 40% teme che un giorno possa essere accusato di una colpa inesistente.
* Direttore Noto Sondaggi