Mercoledì 24 Luglio 2024

"Mia nonna non si sveglia". Poi confessa: l’ho soffocata. Fermato il nipote 17enne

Un 17enne peruviano ha confessato di aver ucciso la nonna a Firenze. Dopo una lite, avrebbe strangolato la donna. La polizia indaga sui dettagli del delitto.

"Mia nonna non si sveglia". Poi confessa: l’ho soffocata. Fermato il nipote 17enne

"Mia nonna non si sveglia". Poi confessa: l’ho soffocata. Fermato il nipote 17enne

di Pietro Mecarozzi

Ha confessato. Ha sputato tutto fuori, masticando una verità con la quale non riusciva più a convivere. Dopo una lunga giornata, passata tra ospedale e questura, il 17enne peruviano è crollato, ammettendo di aver ucciso la nonna, Maria Teresa Flores Chavez (65 anni) nella loro casa di via Niccolò da Tolentino, nel quartiere Careggi di Firenze. Il ragazzo è stato sottoposto al fermo dal pm della procura dei minori Giuseppina Mione. La svolta nel giallo è arrivata l’altra notte: il giovane si è dichiarato colpevole di aver strangolato a mani nude la nonna (anche se la polizia scientifica ha sequestrato e analizzato alcuni cavi trovati in casa). La 65enne aveva l’affidamento del ragazzo e i due vivevano insieme – con il marito della 65enne, un musicista in questo periodo in viaggio per concerti – ormai da quattro anni. L’omicidio sarebbe avvenuto intorno alla mezzanotte tra domenica e lunedì, e il giovane avrebbe atteso cinque ore prima di far partire la chiamata al 118. L’omicidio sarebbe arrivato al culmine dell’ennesima lite con la donna, che avrebbe più volte rimproverato il ragazzo per la sua indolenza, spingendolo a trovarsi un lavoro e a darsi da fare. I due avevano già avuto furenti discussioni, tali che il ragazzo aveva minacciato la fuga da casa. Due notti fa, il diverbio si sarebbe inasprito in poco tempo: le grida, lo scontro fisico, il finale drammatico.

A dare l’allarme era stato proprio il 17enne: "La nonna non si sveglia", aveva urlato al 118 alle cinque di lunedì mattina. Il corpo della donna giaceva in camera da letto. Sul suo collo tracce livide. Partì la segnalazione dei medici in questura. E sul posto si presentarono il pm Giacomo Pestelli, il medico legale, la squadra mobile e la scientifica.

Il giovane ha da subito fornito una ricostruzione quasi incredibile, e cioè di essere rincasato e di aver trovato un ladro, probabilmente entrato da una finestra affacciata sul cortile interno. Racconta anche di aver avuto con lui una colluttazione: calci e pugni che lo hanno mandato al tappeto, lasciandolo con il volto tumefatto e diverse contusioni, per poi darsi alla fuga. Alcuni di quei segni in verità sarebbero frutto del tentativo di difesa della donna, mentre altri se li sarebbe auto-procurati da solo per simulare l’aggressione. La scena del delitto ha destato subito dei sospetti: la stanza non sembrava essere stata il ring di due violente aggressioni (se si conta anche quella in cui ipoteticamente ha perso la vita la 65enne). Il cerchio quindi si è stretto intorno a lui. Fino alla confessione e all’emissione del fermo. Al vaglio le telecamere di videosorveglianza, anche se la zona non è molto coperta. Mentre i risultati dell’autopsia diranno di più su come è stata uccisa la donna. Prevista nei prossimi giorni l’udienza di convalida del fermo.