4 mag 2022

Malato di Sla in carcere, Maximiliano Cinieri ha vinto la battaglia legale e torna a casa

Dopo 12 istanze del suo legale l'ex allenatore di calcio dilettanti ha ottenuto i domiciliari. Condannato a 8 anni, in pochi mesi ha perso l'uso di braccia e gambe

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Maximiliano Cinieri in una foto su Instagram

Asti, 4 maggio 2022 - Detenuto e malato. Ci sono volute 12 istanze per far tornare a casa Maximiliano Cinieri, 45 anni, affetto da Sla e in carcere da agosto. Cinieri, ex allenatore di calcio nel campionato dilettanti era stato condannato a 8 anni per usura e estorsione: oggi, dopo una lunga battaglia legale, ha ottenuto di poter scontare la pena ai domiciliari, grazie a una decisione della Corte d'Appello di Torino: "Le condizioni di salute di Cinieri - scrivono i giudici nel dispositivo - sono da ritenersi incompatibili con la detenzione in carcere". 

La richiesta della sostituzione della misura cautelare era stata inoltrata alla corte dall' avvocato Andrea Furlanetto, legale di Cinieri, che aveva presentato ricorso contro l’ultimo provvedimento di rifiuto di concessione di arresti domiciliari. In questi mesi ha presentato 12 istante e 4 perizie, rimandate al mittente dal gip del Tribunale di Asti e dal Riesame che non hanno mai accolto la richiesta di domiciliari. Nel marzo 2022 il perito nominato dal gip scriveva che la malattia del detenuto, pur in una prospettiva di possibili peggioramenti anche repentini, era compatibile con il regime carcerario. Il caso è approdato anche in Parlamento con un’interrogazione a risposta scritta presentata dal deputato Roberto Giachetti, di Italia Viva, alla ministra della Giustizia Marta Cartabia e al ministro della Salute Roberto Speranza.

Cinieri soffre di una forma grave di sclerosi laterale amiotrofica, una malattia neurodegenerativa progressiva - irreversibile - causata dalla perdita dei motoneuroni spinali, bulbari e corticali, che porta alla paralisi dei muscoli volontari fino a coinvolgere anche quelli respiratori. In pochi mesi ha perso l'uso delle braccia e delle gambe, ha smesso di nutrirsi da solo, e nelle ultime settimane le sue condizioni sono peggiorate ulteriormente.

Cinieri è già tornato nella sua casa di Asti, dove ad aspettarlo c'erano la moglie e la figlia. "La giustizia ha fatto il suo giusto corso finalmente - commenta sui social Valeria Cinieri, che si è battuta con appelli pubblici per far uscire il padre di prigione -. La verità viene sempre fuori".

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