Firenze, 18 gennaio 2018 - Maxi operazione di polizia contro la mafia cinese in Europa. Cinquanta gli indagati, 33 dei quali raggiunti da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dalla Dda di Firenze. Nell'operazione, denominata 'China Truck', erano impegnati circa 130 agenti del Servizio Centrale Operativo e delle Squadre mobili di Prato, Roma, Firenze, Milano, Padova e Pisa,18 pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine di Firenze e Roma, il Nucleo Cinofili di Bologna e il Reparto Volo di Firenze e Roma. A tutti gli arrestati viene contestato il 416 bis, l''associazione a delinquere di stampo mafioso'. Disposti anche i sequestri preventivi di 8 società, altrettanti veicoli, due immobili e 61 tra conti correnti e deposito titoli, per un valore economico di alcuni milioni di euro Provvedimenti di custodia cautelare sono scattati anche in Francia e Spagna

 

Le indagini, coordinate dalla Dda di Firenze, sono cominciate nel 2011 e hanno permesso di fare luce sulle dinamiche, le gerarchie e i ruoli della mafia cinese in Europa. Da quanto emerge, il gruppo si finanziava con introiti provenienti dalle attività criminali tipiche della criminalità organizzata cinese come estorsione, usura, controllo del gioco d'azzardo, della prostituzione e dello spaccio di stupefacenti. Negli anni i criminali, originari dello Zhejiang e del Fujian, erano arrivati a ottenere il monopolio del traffico su strada di merci di origine cinese e l'egemonia nel campo della logistica in tutta Europa, assoggettando aziende di connazionali operanti nello stesso settore attraverso l'utilizzo di metodi mafiosiUn'azienda con sede a Prato era il fulcro dell'attività criminale. Da lì le indagini si sono estese fino coprire tutto il continente europeo. 

Tra gli arrestati spicca Zhang Nai Zong, 57 anni, ritenuto il 'capo dei capi' che avrrebbe scalato il vertice della mafia cinese in Italia. Zhang sie era assicurato la supremazia imponendo la 'pace' a Prato dopo una sanguinosa guerra fra bande che, nel corso degli anni 2000 ha fatto numerosi morti. Tanto era il suo carisma criminale, spiegano gli inquirenti, che ieri, durante l'ultimo pedinamento, la polizia lo ha visto ricevere in un ristorante a Prato numerosi cinesi che lo hanno onorato anche con inchini.

Nella conferenza stampa indetta questa mattina, il Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho ha reso noto che: "Cominciano a profilarsi come stabilmente operanti nel territorio mafie straniere, come cinesi, albanesi e rumene".  "La mia presenza - ha precisato - si giustifica con l'esecuzione di un'operazione che non è ordinaria, ma eccezionale. Riconoscere i caratteri mafiosi in un'organizzazione cinese in territorio italiano è un fatto quasi incredibile, frutto di un'indagine di altissimo livello".