Marco

Buticchi

 tocchi a tocchi la campana sona“ recitava un antico canto popolare. Ma quando i rintocchi diventano 64 (sessantaquattro, scritto anche in lettere come nei documenti ufficiali) il suono, per necessità, si affievolisce: il campanaro si stanca in fretta e anche il suo fisico, che non è più quello di un tempo. Enrico Ruggeri è, da anni, capitano-

regista della nazionale cantanti. In quel ruolo è capace di un ottimo calcio, ma scendere in campo come mezz’ala sinistra in un match che nulla ha a che vedere con la partita del cuore, mi pare un cimento azzardato. Che diranno, mio coetaneo Enrico, le giunture, le cartilagini, i legamenti? Senza contare lo strappo, la velocità, la lucidità di gioco. Sempre ammesso che un ottimo cantante debba, per definizione, possedere un buon fiato. Togliersi l’interista soddisfazione di giocare al fianco di Maicon (con Brehme a osservarli in tribuna), per un tifoso come Ruggeri, è coronare un sogno. Così come entrare nel Guinness come il calciatore più anziano mai sceso in campo in serie D. Adesso, esaurita la scorta di primati da traguardare, che farà il sessantaquattrenne provetto cantautore? Continuerà a cimentarsi in un difficile campionato con la maglia del Sona o si dedicherà a occupazioni più in linea con l’incipiente età? Per dirlo con le sue indimenticabili parole: si può sempre ‘Dare di più’, anche se, passati i sessanta, contemplare in tutta tranquillità il ‘Mare d’inverno’, ha il suo perché.