Davide

Rondoni

Si sa, i tedeschi son gente ordinata. Non stupisce che abbian deciso (anche con un bel costo, 47 milioni) di fare un posto che insomma, se cerchi Dio, sai che lì lo trovi. In più varianti possibili o almeno quelle che hanno accettato tale coabitazione: la protestante, la islamica, l’ebraica.

“Casa dell’Uno” è il nome del poli-tempio.

Se il pastore, il rabbino e l’imam hanno accolto e voluto l’idea avranno avuto le loro buone ragioni. Di certo, l’indirizzo è sicuro. Forse altri dei e altre confessioni, si troveranno al parco, al monte, al bar, al ristorante e chissà, come diceva quel Dio che mangiava con puttane e trafficanti, un po’ ovunque se due o tre “si trovano nel mio nome”. Un unico indirizzo è indubbiamente più comodo. Come per un bancomat.

Piú eversivo invece un Dio che non accetta un indirizzo solo, assicurato dallo Stato. Non è un caso che le tre confessioni che hanno accettato il codice postale unico hanno anche un’altra cosa in comune: si tratta, pur nelle infinite differenze religiose e culturali, di un Dio lontano e inattingibile, se non per esperienza interiore. Non ha corpo, non ha corpo comunitario in senso sacramentale, non si mangia.

In un certo senso somiglia a una idea. E di un’idea puoi dire: abita lì, senza temere contraddizioni. Di un Dio di carne, che vive dove due o tre si radunano in nome suo, Dio da mangiatoia, bettola o Golgota, è piú difficile.