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1 mag 2022

L’Italia si libera anche del Green pass Addio all’ultimo dei lasciapassare

Da oggi serve solo negli ospedali e nelle Rsa. Dalla tessera annonaria a quelle di Pnf e Cln: i documenti che hanno fatto storia

1 mag 2022
massimo
Cronaca
Da oggi il Green pass non serve più, tranne che per accedere nelle Rsa
Da oggi il Green pass non serve più, tranne che per accedere nelle Rsa
Da oggi il Green pass non serve più, tranne che per accedere nelle Rsa
Da oggi il Green pass non serve più, tranne che per accedere nelle Rsa
Da oggi il Green pass non serve più, tranne che per accedere nelle Rsa
Da oggi il Green pass non serve più, tranne che per accedere nelle Rsa

di Massimo Donelli Bye bye Green pass. Speriamo di non rivederci mai più. Perché siamo stanchi, stufi e perfino un po’ avviliti. Entrati nel tunnel del lockdown alla mezzanotte del 10 marzo 2020, muniti obbligatoriamente del QR Code dal 6 agosto 2021, oggi, finalmente, possiamo mettere fuori il naso (e la bocca). Diciamolo: sembra quasi impossibile. E diventa improvvisamente d’attualità l’epitaffio che campeggia, nella parte cristiana del cimitero di Hammamet, in Tunisia, sulla tomba di Bettino Craxi (1934-2000): "La mia libertà equivale alla mia vita". Parole che ora comprendiamo appieno. Perché solo la pandemia, prima, e l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, poi, ci hanno reso davvero consapevoli di quanto sia inestimabile la libertà. E dire che avremmo dovuto saperlo da un pezzo. La storia d’Italia,infatti, è punteggiata da sinistri antenati del Green pass… In principio fu la tessera del Pnf (Partito nazionale fascista). Dal 29 marzo 1928 gli iscritti al Pnf hanno la precedenza nelle liste di collocamento. Dal 28 marzo 1930, se non hai la tessera da almeno cinque anni non puoi lavorare nella scuola. Dal 17 dicembre 1932, senza essere iscritti al Pnf non si accede ai concorsi pubblici. La tessera è obbligatoria per lavorare nello stato il 9 marzo 1937. Dal 3 giugno 1938, se non sei fascista non hai diritto ad avanzamenti di carriera. Di lì a poco, non puoi più essere assunto nemmeno nel privato. Nel 1940 gli italiani si vedono imporre un’altra tessera: la tessera annonaria. Verde per i bimbi fino agli 8 anni, azzurra per la fascia 9-18 anni, grigia per gli adulti, la tessera annonaria, rilasciata dal Comune, nominale e trimestrale, è costellata di bollini che rappresentano il totale consumo mensile consentito di pasta, olio e zucchero. Senza tessera non mangi. Il pane? Non più di 500 grammi al giorno. Il latte? Solo per ...

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