Sabato 15 Giugno 2024
SIMONA BALDELLI
Cronaca

L’indecoroso decoro di quella posa

Il contrasto tra l'apparenza normale e il presunto coinvolgimento di Nazia Shaheen nell'omicidio della figlia Saman

Saman con la mamma Nazia Shaheen

Saman con la mamma Nazia Shaheen

Trovo questa foto di Nazia Shaheen, madre di Saman Abbas, disturbante. Non solo perché ritrae una presunta assassina di una donna (la figlia), ma soprattutto per il grado di decorosa normalità che esprime: il velo ricamato e candido, stirato; il trucco leggero e impeccabile; l’espressione placida di chi è a posto con la coscienza.

A quasi tutte le latitudini l’educazione passa soprattutto per linea femminile. La condotta morale si tramanda dalla madre ai figli. In alcuni paesi si limita a norme comportamentali; in altri, soprattutto verso le figlie, si spinge a combinare matrimoni, praticare l’infibulazione, approvare una condanna a morte a salvaguardia della reputazione. Le estreme conseguenze del ruolo di vestale dell’onorabilità, di angelo custode del focolare che la società le ha assegnato. Se l’esecuzione di una figlia a migliaia di chilometri ci provoca un moto di contenuta indignazione, a casa nostra ci risulta inconcepibile. Qui? Com’è possibile? È facile derubricarla come una barbara tradizione. Non dimentichiamo, per esempio, che i sacrifici umani vennero praticati fino al 1400, più o meno mentre nascevano Leonardo Da Vinci e l’età moderna. Il nostro choc mi ricorda quello con cui il mondo arabo laico accolse, anni fa, l’apparizione in tv della giornalista algerina Khadija Benguenna con il velo, alla fine del Ramadan. Disse di averlo indossato per la prima volta per indicare un’identità. Protesta verso una globalizzazione della cultura che uniforma e cancella le differenze. Il velo indossato non come atto di sottomissione, ma di ribellione. Io non so se, o come, la famiglia di Saman fosse inserita nella comunità in cui viveva, se ci fosse un incontro o uno scontro fra culture diverse. Per il lavoro che faccio, però, posso dire che l’animo umano ha spesso reazioni complesse, e più viene attaccato per quelli che gli “altri” definiscono errori, e più si rafforza in quelle apparenti storture. Non riesco a sentirmi, anche in quanto donna, del tutto priva di responsabilità per quell’atroce vicenda. Forse per questo la foto mi pare particolarmente disturbante.