Lunedì 20 Maggio 2024
GIOVANNI PANETTIERE
Cronaca

L’esercito del Vaticano: "Io, Guardia svizzera per amore del Papa. Era il sogno da bimbo"

Parla uno dei componenti del corpo armato più antico del mondo. Il caporale Eliah Cinotti: "Il nostro obiettivo è la sicurezza del Pontefice. Da piccolo visitai San Pietro: capii che avrei vestito quella divisa"

Eliah Cinotti, Guardia svizzera pontificia e portavoce dell’esercito del Papa

Eliah Cinotti, Guardia svizzera pontificia e portavoce dell’esercito del Papa

Città del Vaticano, 6 maggio 2024 – "Quante divisioni ha il Papa?", chiese spavaldo Stalin alla conferenza di Yalta. Il dittatore comunista era in vena d’ironia sul potere effettivo della Santa Sede nello scacchiere geopolitico, ma alla fine fu la Storia a dargli scacco matto. Il regime sovietico implose nel 1991, in preda agli spasmi delle sue contraddizioni, mentre il Pontefice è ancora lì, con lui il suo esercito a fargli scudo, il più piccolo e antico del mondo: le Guardie svizzere. Istituite nel 1506 dal Papa guerriero, Giulio II – preso di mira da Erasmo da Rotterdam in un pamphlet senza tempo tra l’altro proprio per le sue inclinazioni militaresche –, hanno la responsabilità di proteggere il Pontefice e la sua residenza. Millecinquecento euro è la diaria mensile media, ma il fascino di vestire la stessa uniforme di chi diede il proprio sangue durante il Sacco di Roma del 1527 non ha prezzo, come sottolinea il caporale Eliah Cinotti. "Non siamo rockstar – spiega il 26enne portavoce dell’esercito vaticano –, per noi non esiste una routine, mettiamo la nostra vita al servizio del Papa".

Che cosa l’ha spinta ad arruolarsi?

"È un sogno della mia infanzia, risalente al Natale 2008. Ero con la mia famiglia in piazza San Pietro per l’Urbi et Orbi, ho visto le Guardie Svizzere in uniforme e ho subito detto ai miei genitori che un giorno avrei vestito anche io quella divisa. È stata come una chiamata".

Quale tipo di addestramento ha dovuto affrontare?

"Per entrare nell’esercito del Papa è necessario soddisfare una serie di requisiti: avere tra i 19 e i 30 anni, essere cattolico, di nazionalità svizzera, aver completato la formazione professionale o il liceo, aver prestato il servizio militare nell’esercito elvetico, essere alti almeno 1,74 metri e avere un profilo morale adeguato".

Soddisfatti questi requisiti?

"Dopo aver superato alcune prove di selezione, si passa a una prima fase di formazione in Vaticano, dove si imparano le nozioni di base del servizio e si familiarizza con gli ambienti. Nella seconda fase, invece, ci si reca in Ticino, in Svizzera, per una formazione più avanzata, incentrata sulla sicurezza".

Ci può raccontare la giornata tipo di una Guardia svizzera?

"Non esiste ed è questo che rende unica la nostra esperienza. Un membro della Guardia svizzera non conosce la routine, deve essere flessibile, ma ogni mattina inizia con una rasatura obbligatoria: la barba non è ammessa".

In libera uscita è concessa una bevuta al pub?

"Quando una guardia è libera, darà priorità al riposo e allo sport per mantenere gli standard. Naturalmente esce, come qualsiasi giovane della sua età. Tuttavia, preferisce la gastronomia italiana, dalla pizza ai saltimbocca alla romana, a una birra in un pub".

Che cosa le pesa di più del suo lavoro, a parte la divisa, a prima vista non certo leggera?

"Niente appesantisce il mio lavoro, tantomeno l’uniforme che oggi rappresenta il nostro Corpo ed è conosciuta in tutto il mondo".

La divisa ha sempre il suo fascino: in servizio, molti turisti fanno la fila per farsi foto con voi…

"Non dobbiamo pensare di essere in servizio solo per le foto o per gli occhi. Al contrario, siamo qui per garantire la sicurezza del Papa. E, anche se le nostre uniformi possono essere particolari, non sono lì per conquistare i cuori degli ammiratori".

A quanto ammonta la vostra paga mensile?

"Lo stipendio varia in base al grado e all’anzianità di servizio. La media comunque si aggira tra i 1.300 e i 1.500 euro per un alabardiere".

Si dice che Francesco ami conversare con le Guardie svizzere, vero?

"Il Papa è una persona molto premurosa che ha sempre una piccola parola o un gesto di conforto per chiunque incroci il suo cammino. Apprezza il nostro lavoro e lo si percepisce ogni volta che ci parla".

In quasi tutti gli eserciti del mondo sono arruolate delle soldatesse. In futuro pensa che potrebbero esserci anche delle Guardie svizzere al femminile?

"Questa decisione spetta al Papa. Ora come ora non possiamo soddisfare questa richiesta da un punto di vista logistico: serve una nuova caserma, perché l’attuale è obsoleta".