Meng Wanzhou, 49 anni, è sbarcata venerdì sera all’aeroporto di Shenzen
Meng Wanzhou, 49 anni, è sbarcata venerdì sera all’aeroporto di Shenzen
Rosso il vestito con cui è scesa dall’aereo, rossa la spilletta all’altezza del cuore. Rossi il bouquet di omaggio e il tappeto calpestato al ritorno in Patria. Rossi come la bandiera cinese, che garrisce fiera su una clamorosa operazione di propaganda confezionata per celebrare una vittoria sull’Occidente. È così, infatti, che la Repubblica Popolare ha sfruttato lo sbarco a Shenzen di Meng Wanzhou. Nella tarda serata di venerdì Lady Huawei è rientrata nel Paese del Dragone dopo tre anni di arresti domiciliari in Canada. Le hanno riservato un’accoglienza da star con tanto di diretta tv. Il piano ha funzionato...

Rosso il vestito con cui è scesa dall’aereo, rossa la spilletta all’altezza del cuore. Rossi il bouquet di omaggio e il tappeto calpestato al ritorno in Patria. Rossi come la bandiera cinese, che garrisce fiera su una clamorosa operazione di propaganda confezionata per celebrare una vittoria sull’Occidente. È così, infatti, che la Repubblica Popolare ha sfruttato lo sbarco a Shenzen di Meng Wanzhou. Nella tarda serata di venerdì Lady Huawei è rientrata nel Paese del Dragone dopo tre anni di arresti domiciliari in Canada.

Le hanno riservato un’accoglienza da star con tanto di diretta tv. Il piano ha funzionato a tal punto da far schizzare "Princess Huawei" al primo posto assoluto tra i trending topic dei social. Lei, emozionata, è scesa dalla scaletta del charter inviatole dal governo di Pechino e si è fermata a salutare un centinaio di sostenitori che reggevano un cartello, rosso anch’esso: "Bentornata a casa, Meng".

"Finalmente sono qui - ha affermato leggendo una breve dichiarazione -. Dopo più di 1.000 giorni di sofferenza, sono finalmente tornata nell’abbraccio della mia madrepatria. L’attesa in un Paese straniero è stata piena di sofferenza. Mi sono sentita senza parole nel momento in cui i miei piedi hanno toccato il suolo cinese". Poi ha ringraziato pubblicamente il presidente Xi Jinping, che "ha a cuore la sicurezza di ogni cittadino cinese, inclusa me", dicendosi commossa dall’interesse mostrato dal leader. Meng ha poi espresso apprezzamento per le agenzie governative che l’hanno assistita e sostenuta durante la detenzione. Il governo cinese, ha affermato, "salvaguarda fermamente i diritti dei cittadini e delle imprese cinesi, senza un Paese forte non sarei libera".

Un ultimo saluto tra cori e canti, poi le formalità sanitarie: la tolleranza zero contro il Covid-19 non risparmia neanche le eroine. Meng dovrà rispettare due settimane di quarantena e una terza di osservazione. Un paio d’ore prima del suo ritorno a Shenzhen, i canadesi Michael Kovrig e Michael Spavor erano arrivati a Calgary chiudendo il loro di incubo durato oltre mille giorni. Con l’accordo raggiunto venerdì con il Dipartimento di Giustizia Usa, Meng, figlia del fondatore di Huawei Ren Zhengfei, ha infatti potuto lasciare Vancouver sbloccando anche la vicenda dei ‘due Michael’, il cui arresto è ampiamente considerato come una ritorsione in risposta al fermo di Lady Huawei avvenuto all’aeroporto di Vancouver il primo dicembre 2018 su richiesta Usa per la violazione delle sanzioni americane all’Iran. Le autorità cinesi avevano costantemente negato che i casi fossero collegati, accusando Kovrig (un ex diplomatico) e Spavor (un uomo d’affari impegnato nella promozione dei rapporti con la Corea del Nord) di attività di spionaggio, mentre anche la comunità diplomatica straniera a Pechino si era mobilitata contro un trattamento riservato ai due contrario alle leggi internazionali, tra assistenza consolare ridotta ai minimi termini e udienze a porte chiuse. Alla fine quello tra Meng e Kovrig-Spavor è apparso uno scambio tra prigionieri o spie. Degno della Guerra Fredda.

red. est.