L’Europa ci guarda. Con occhio pieni di apprensione, segue la crisi politica che si è aperta in Italia, e il cui sbocco è tutto da definire. Del resto, c’è un Recovery plan da portare a casa, con oltre 220 miliardi da spendere, la cui efficacia condizionerà il nostro Paese nei prossimi anni. Che la situazione sia grave lo...

L’Europa ci guarda. Con occhio pieni di apprensione, segue la crisi politica che si è aperta in Italia, e il cui sbocco è tutto da definire. Del resto, c’è un Recovery plan da portare a casa, con oltre 220 miliardi da spendere, la cui efficacia condizionerà il nostro Paese nei prossimi anni.

Che la situazione sia grave lo certifica, una volta di più, il rinnovato appello di Paolo Gentiloni (nella foto), commissario europeo all’Economia, rappresentante italiano di peso nell’esecutivo, nonché esponente del Pd, uno dei due pilastri del governo uscente.

E quando le raccomandazioni arrivano da chi dovrebbe essere più vicino, è il caso di non sottovalutarli. "Questa crisi non aiuta – riconosce Gentiloni –. Avremmo bisogno di un governo capace di garantire la qualità del piano di Recovery e la conferma della scelta europeista. Invece ci ritroviamo in una situazione di incertezza, in cui credo che il Pd stia cercando di fare la sua parte. Teniamo in piedi un po’ la baracca, come è capitato spesso in questi anni".

In questo senso, non mancano critiche all’esecutivo guidato da Giuseppe Conte, che ha appena presentato le dimissioni: "Il coinvolgimento delle parti sociali non è al momento soddisfacente – dice Gentiloni di fronte ai sindacati europei –. Questo coinvolgimento ci serve, se vogliamo che gli Stati siano in grado di attuare le riforme, perché senza gli stakeholder – ha spiegato l’eurocommissario – sarà molto più difficile".

Inoltre, e qui Gentiloni allarga lo sguardo a tutti gli Stati membri, "bisogna evitare che il procrastinare di misure anti-Covid finisca per mettere le economie di fronte a un precipizio".

red. pol.