Jean-Claude Hollerich, 63 anni, presidente dei vescovi Ue e a destra Pietro Parolin, 66 anni, segretario di Stato della Santa Sede
Jean-Claude Hollerich, 63 anni, presidente dei vescovi Ue e a destra Pietro Parolin, 66 anni, segretario di Stato della Santa Sede
di Giulia Prosperetti Con un comunicato ufficiale la commissaria per l’Uguaglianza, Helena Dalli, ha messo fine alla polemica che nelle ultime 48 ore ha ammantato la Commissione europea dei panni verdi del Grinch. La bozza delle ‘Linee guida Ue per la comunicazione inclusiva’ accusata di ‘censurare il Natale’ è stata ritirata con tanto di scuse. Ma solo agli italiani. "La mia iniziativa di elaborare delle linee guida come documento interno per la comunicazione da parte dei servizi della Commissione nell’esercizio delle loro funzioni mirava a conseguire un obiettivo importante: illustrare la diversità della cultura europea e mostrare la natura inclusiva della...

di Giulia Prosperetti

Con un comunicato ufficiale la commissaria per l’Uguaglianza, Helena Dalli, ha messo fine alla polemica che nelle ultime 48 ore ha ammantato la Commissione europea dei panni verdi del Grinch. La bozza delle ‘Linee guida Ue per la comunicazione inclusiva’ accusata di ‘censurare il Natale’ è stata ritirata con tanto di scuse. Ma solo agli italiani. "La mia iniziativa di elaborare delle linee guida come documento interno per la comunicazione da parte dei servizi della Commissione nell’esercizio delle loro funzioni mirava a conseguire un obiettivo importante: illustrare la diversità della cultura europea e mostrare la natura inclusiva della Commissione europea nei confronti di tutti i settori della vita e delle convinzioni dei cittadini europei. Tuttavia, – spiega Dalli – la versione pubblicata non risponde adeguatamente a tale scopo. Non è un documento maturo e non soddisfa tutti gli standard di qualità della Commissione né è stato oggetto di adeguate procedure di consultazione. Le linee guida richiedono chiaramente più lavoro. Ritiro quindi le linee guida e lavorerò ulteriormente su questo documento".

La dichiarazione ufficiale in inglese finisce qui. Ma nella versione tradotta in italiano pubblicata sul sito della rappresentanza in Italia della Commissione europea al testo dell’ex ministra maltese viene aggiunta una riga: "Mi scuso per l’offesa involontaria che la pubblicazione di questo documento ha causato ad alcuni".

Un mea culpa rivolto esclusivamente al nostro Paese dove, dalla politica al Vaticano, la querelle, innescata dal documento trapelato dalle pagine de ‘Il Giornale’, ha sollevato un vero e proprio polverone. "Abbiamo fatto parecchio rumore ieri, alla fine Ursula von der Leyen ha deciso di chiudere questo capitolo – ha commentato il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani –. È una vittoria del buon senso". Soddisfatti anche i vescovi europei: "Il prezioso principio dell’inclusione – ha spiegato Jean-Claude Hollerich, presidente dei prelati Ue – non dovrebbe causare l’effetto opposto dell’esclusione". Anche il segretario di Stato Vaticano, Pietro Parolin, si era scagliato contro Bruxelles: "Chi va contro la realtà si mette in serio pericolo"

In un post su Twitter la commissaria ha aggiunto che le "preoccupazioni sollevate in merito ad alcuni esempi forniti nelle linee guida saranno affrontate nella versione aggiornata". Ad essere messi all’indice sono stati, in particolare, gli esempi contenuti nella sezione ‘Culture, stili di vita e religioni’ dove tra le indicazioni rivolte al personale della Commissione Ue per la comunicazione interna all’istituzione si dice di "evitare di supporre che chiunque sia cristiano".

Un concetto che il documento spiega piuttosto goffamente invitando a usare, ad esempio, al posto della frase ‘il periodo di Natale può essere stressante’ la dicitura ‘le festività possono essere stressanti per coloro che celebrano il Natale o Hannukkah’. Le Linee guida Ue invitano, inoltre, a "non usare esclusivamente nomi che si riferiscono a una singola religione quando si pubblicano testi esplicativi" con un esempio che contrappone "Maria e John" a "Malika e Julio". "Il pluralismo – ha sottolineato la ministra per le Pari opportunità Elena Bonetti – si raggiunge non sottraendo le differenze ma aggiungendole e valorizzandole, anche dal punto di vista del linguaggio".