Giorgio Cosmacini* Settembre 1954: a Roma si tiene la terza conferenza internazionale sulla poliomielite. Spiccano due relazioni. La prima è del batteriologo statunitense Jonas Edward Salk, che presenta un vaccino allestito con ceppi virali uccisi e da somministrare per via intramuscolare. L’altra è del virologo polacco, naturalizzato americano, Albert Bruce Sabin: propone un vaccino con...

Giorgio

Cosmacini*

Settembre 1954: a Roma si tiene la terza conferenza internazionale sulla poliomielite. Spiccano due relazioni. La prima è del batteriologo statunitense Jonas Edward Salk, che presenta un vaccino allestito con ceppi virali uccisi e da somministrare per via intramuscolare. L’altra è del virologo polacco, naturalizzato americano, Albert Bruce Sabin: propone un vaccino con virus viventi, ma attenuati nell’aggressività, e in grado di indurre nell’organismo uno stato di immunità attiva. Il vaccino Sabin era somministrato per via orale _ i meno giovani ricorderanno le gocce su uno zuccherino da sciogliere in bocca.

L’antipolio Salk fa timidamente la sua comparsa in Italia nel biennio 1957-58, quando i casi di poliomielite sono rispettivamente 4.452 e 8.152. Il biennio successivo segnala i ritardi di una sanità pubblica esitante nelle scelte. Nel 1961, dopo aspre polemiche sul nodo rischi-benefici, l’American medical association annuncia: il vaccino Sabin è più efficace. L’Italia è indecisa. Il ministro della Sanità dice: "Occorre attendere perché i nostri bambini non facciano da cavie". Sabin, uomo dell’Est, obietta che in Russia 100 milioni di bambini sono stati trattati con successo. Poi si rivolge ai nostri governanti: "Avete il potere di decidere e non lo fate. Domani sarete chiamati responsabili". L’antipolio Sabin viene introdotto in Italia nel 1964. Il 4 febbraio 1966 è sancita per legge l’obbligatorietà della vaccinazione. Il ritardo ci costa quasi diecimila casi di poliomielite in più.

Questa è una storia di sessant’anni fa, resa attuale dall’annuncio di Putin su un vaccino russo anti Covid-19. In gioco oggi ci sono enormi interessi economici tra giganti come Russia, Cina, Usa e Stati europei. E’ già accaduto, come spiego nel libro “Concetti di salute e malattia fino al tempo del Coronavirus”. Accade ogni volta che la politica interferisce sulle questioni sanitarie.

*Docente di Storia della medicina all’Università Vita-Salute San Raffaele