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9 giu 2022

La Motor Valley esulta Il rombo Ferrari è salvo

Passa l’emendamento italiano per proteggere i produttori di nicchia. Avranno sei anni in più per mettersi in regola sulle emissioni

9 giu 2022
Una modella posa sopra il cofano di una Ferrari
Una modella posa sopra il cofano di una Ferrari
Una modella posa sopra il cofano di una Ferrari
Una modella posa sopra il cofano di una Ferrari
Una modella posa sopra il cofano di una Ferrari
Una modella posa sopra il cofano di una Ferrari

di Gabriele Bonfiglioli

BOLOGNA

Tira un sospiro di sollievo la Motor Valley dell’Emilia-Romagna, tutti gli appassionati di motori e per chi tifa per il Made in Italy. Ieri il Parlamento europeo ha infatti approvato l’emendamento bipartisan – firmato da eurodeputati italiani di tutti gli schieramenti – per prolungare la deroga alle regole Ue sugli standard di emissione della CO2 di cui già beneficiavano i produttori di nicchia. L’Europarlamento ha così spostato il limite dal 2030 al 2036 per i piccoli produttori di auto (da mille a diecimila l’anno) e furgoni (da mille a 22mila): in sostanza, fino a quella data potranno ancora essere prodotte supercar a benzina e diesel.

Il provvedimento, ribattezzato da alcuni ’Salva Motor Valley’, è una manna dal cielo in particolare per il settore emiliano-romagnolo, un distretto da 16.500 aziende e oltre 90mila addetti, con sedici miliardi di fatturato annuo e un export di sette miliardi. Ferrari, Lamborghini e altri marchi storici rischiavano infatti in pochi anni di dover silenziare, passando all’elettrico, il rombo dei loro motori, con tutto ciò che ne comporta dal punto di vista logistico e produttivo. In un momento, per di più, in cui si stanno rialzando dall’annus horribilis del settore delle auto, il 2020. Per fare qualche esempio, l’anno scorso Ferrari ha segnato il suo storico record di auto vendute, ben 11.155 (il 22 per cento in più rispetto al 2020). Da primato è stato anche l’anno di Lamborghini, che ha chiuso il 2021 con 8.405 vetture vendute (+13 per cento sul 2020).

Oltre alle società automobilistiche della regione, a festeggiare sono anche loro, gli europarlamentari firmatari dell’emendamento. "L’eccellenza della Motor Valley dell’Emilia-Romagna non si discute – hanno commentato raggianti Elisabetta Gualmini e Paolo De Castro, europarlamentari del Partito democratico –. Siamo felici di aver protetto marchi storici come Ferrari, Lamborghini e Maserati. Queste società non avranno alcun vincolo fino al 2036 e potranno adattare e innovare le loro produzioni, che sono particolarmente sofisticate, con più calma. Non è un provvedimento contrario alla transizione, ma un modo per consentire alle nostre eccellenze di negoziare il passaggio all’elettrico".

Parole di sollievo sono arrivate anche dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini: "È stato un voto positivo, a favore di un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo, con marchi unici e apprezzati nei cinque continenti". Un comparto, peraltro, "che ha già avviato il percorso di transizione verso la piena sostenibilità, in collaborazione stretta col sistema regionale dei Tecnopoli, dell’Alta tecnologia e Alta formazione – ha proseguito Bonaccini –. Gli europarlamentari italiani hanno salvaguardato un patrimonio senza uguali di professionalità, conoscenze e innovazione".

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