Roberto Giardina Oggi sembra normale, o dovrebbe, ma è stata una lunga strada, prima di accettare che in amore nessuno può essere discriminato per le sue scelte. E ci sorprendiamo quando, come è accaduto a Bruxelles all’eurodeputato ungherese ultraconservatore, vengono scoperti “fuori regola” proprio i più severi nel condannare, in nome di una loro morale, che vorrebbero imporre per legge. Perché...

Roberto

Giardina

Oggi sembra normale, o dovrebbe, ma è stata una lunga strada, prima di accettare che in amore nessuno può essere discriminato per le sue scelte. E ci sorprendiamo quando, come è accaduto a Bruxelles all’eurodeputato ungherese ultraconservatore, vengono scoperti “fuori regola” proprio i più severi nel condannare, in nome di una loro morale, che vorrebbero imporre per legge. Perché hanno la coda di paglia? Perché hanno paura di scoprire in se stessi quel “diverso” che pretendono di punire? Le risposte sono sempre insoddisfacenti. A Torino, decenni fa, andavo alla libreria “Hellas”. Alcuni colleghi del mio giornale mi dissero: non devi andarci, non sai che il libraio è omosessuale? Che m´importa, risposi, è il più bravo. Era Angelo Pezzana, poco dopo fondò il Fuori e si batté per i diritti degli omosessuali. Gli ho raccontato mezzo secolo dopo di quel consiglio non seguito, e ne abbiamo riso insieme.

Merito di Pezzana se le cose in Italia sono cambiate. Ma in Germania solo l´11 giugno del ´94 fu abolito il paragrafo 175 che puniva l´omosessualità maschile. Risaliva al 1872, i nazisti nel ´35 portarono la pena massima da sei mesi a cinque anni. Il partito dei superuomini ariani aveva paura dell´omosessualità. L´anno prima, Hitler fece fuori i compagni di partito, le SA, perché complottavano contro di lui. Erano quasi tutti omosessuali. Un caso? Gli omosessuali erano costretti a portare una stella rosa, come quella gialla degli ebrei, e finivano nei lager, da eliminare come asociali. Sotto il fascismo, venivano licenziati, e tenuti d´occhio. Ricordate “Una giornata particolare” con Marcello Mastroianni?. Anche il regime comunista non li tollerava. Per legge, non esistevano nella Ddr. Comparvero di colpo, quando cadde il muro. In quell´Europa che era controllata da Mosca, il passato non è ancora superato, non del tutto. Le dittature di ogni colore difendono, a parole, la famiglia. La diversità incute timore perché si basa sulla libertà, che a volte induce in tentazione anche gli intolleranti.