23 mar 2022

La cerchia di Alexei nel mirino di Mosca

L’ira di Londra e Berlino: "Frode e oltraggio? Accuse fabbricate". Fermati e poi rilasciati anche i suoi avvocati

MOSCA

Si stringe la morsa di Vladimir Putin su Alexei Navalny, il più acerrimo e noto oppositore dello zar. Un tribunale russo ieri gli ha inflitto una nuova condanna a nove anni di "carcere duro" dopo averlo giudicato colpevole di "frode su vasta scala". Poco dopo la lettura della sentenza, la polizia ha arrestato per alcune ore anche i suoi due avvocati, prelevandoli mentre parlavano con i giornalisti fuori dall’aula di tribunale improvvisata nel carcere di Pokrov, vicino Mosca, dove il dissidente è recluso. "Putin ha paura della verità" e pertanto "combattere la censura, rivelare la verità al popolo russo, rimane la nostra priorità", ha commentato Alexei a caldo su Instagram. "La nuova pena detentiva imposta a Navalny è un palese atto di arbitrarietà", ha detto un portavoce del ministero degli Esteri tedesco. E ha proseguito: "Si unisce alla schiera della sistematica strumentalizzazione del sistema giudiziario russo contro i dissidenti e l’opposizione politica". Il governo tedesco ha criticato la sentenza contro l’oppositore del Cremlino, che avrebbe subito un processo praticamente a porte chiuse, dove i principi fondamentali dello stato di diritto sono stati ignorati e non sono state presentate prove valide. Anche Londra condanna Mosca: "Accuse fabbricare".

Per Navalny, 45 anni, si tratta dell’ennesima batosta. Da oltre un anno è dietro le sbarre, dopo esser stato arrestato all’inizio del 2021 appena rientrato a Mosca da Berlino, dove aveva trascorso diversi mesi in ospedale per riprendersi dall’avvelenamento con l’agente nervino Novichok, un avvelenamento che l’oppositore e l’Occidente attribuiscono ai servizi di sicurezza russi su mandato diretto di Putin. Allo stesso tempo, la sua fondazione anti corruzione e le sue organizzazioni politiche sono state dichiarate "estremiste" e bandite.

A gennaio, Navalny è stato inserito nella lista dei "terroristi ed estremisti" redatta dall’ente Rosfinmonitoring, il servizio federale per il monitoraggio finanziario di Mosca, mentre a febbraio anche suo fratello è stato condannato a un anno di prigione. Pochi giorni fa, Kira Yarmysh, la sua addetta stampa, è stata inserita nella lista dei ricercati. Ieri la nuova condanna, in base all’accusa di aver rubato 4,7 milioni di dollari di donazioni fatte alle sue organizzazioni politiche ora bandite. Leggendo la sentenza, la giudice Margarita Kotova ha affermato che Navalny ha compiuto "una frode attraverso un gruppo organizzato".

E come se non bastasse, lo ha anche ritenuto colpevole di oltraggio alla corte, commesso in una precedente udienza. Durante la lettura della sentenza, Navalny, apparso nell’aula visibilmente emaciato, con indosso una larga divisa carceraria nera, è rimasto impassibile. Dopo, sul suo profilo Twitter, ha scritto: "Nove anni. Bene, come dicevano i personaggi della mia serie tv preferita The Wire, ‘Fai solo due giorni. Quello in cui entri e quello in cui esci’. Avevo anche una maglietta con questo slogan, ma le autorità carcerarie l’hanno confiscata, considerandola estremista". Negli ultimi tempi, sul suo profilo Twitter e su quello Instagram, attraverso i suoi collaboratori, Navalny è stato piuttosto attivo per condannare la guerra in Ucraina e per esortare i suoi sostenitori a manifestare in strada il loro dissenso ogni fine settimana.

"Il pazzo maniaco Putin verrà fermato prima se il popolo della Russia si opporrà alla guerra. Dovete andare alla dimostrazioni contro la guerra tutti i weekend, anche se sembra che gli altri se ne sono andati o si sono impauriti. Siete la spina dorsale del movimento contro la guerra e la morte". In molti hanno raccolto l’appello e sono scesi a manifestare, in tante città dalla Russia. Ma a loro volta sono stati arrestati, a migliaia.

Alberto Pieri

© Riproduzione riservata

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