Sandro Neri Inutile illudersi: l’emergenza sanitaria è tutt’altro che esaurita. Il moltiplicarsi delle varianti del virus preoccupa e induce alcuni scienziati a invocare restrizioni più pesanti. Questo però non può in alcun modo rappresentare un alibi per rimandare ulteriormente i progetti per la ripartenza in sicurezza delle attività produttive e commerciali. È importante fare le riforme per migliorare il nostro...

Sandro

Neri

Inutile illudersi: l’emergenza sanitaria è tutt’altro che esaurita. Il moltiplicarsi delle varianti del virus preoccupa e induce alcuni scienziati a invocare restrizioni più pesanti. Questo però non può in alcun modo rappresentare un alibi per rimandare ulteriormente i progetti per la ripartenza in sicurezza delle attività produttive e commerciali. È importante fare le riforme per migliorare il nostro Paese, ma ci sono urgenze che richiedono risposte immediate come quella di salvare migliaia di imprese dal fallimento e di rincuorare intere categorie che, sommerse da debiti e problemi di ogni tipo, fanno fatica a intravedere la luce in fondo al tunnel. L’occasione per un cambio di passo c’è: l’avvento di un nuovo governo, con una maggioranza molto ampia, chiamato a fare tesoro degli errori commessi da chi l’ha preceduto e proiettato verso un’effettiva ripresa della produzione industriale e dell’occupazione. Anche grazie ai 209 miliardi del Recovery Fund. Il nuovo premier Mario Draghi fa molto affidamento su queste somme. Necessarie per tutti gli interventi imprescindibili, dall’economia alla scuola. La ripartenza deve riguardare famiglie, imprese e istituzioni senza che nessuno venga lasciato indietro. Servono progetti inclusivi.

Il governo dovrà ascoltare le ragioni di chi fa impresa e quelle dei lavoratori per pianificare le scelte fondamentali e per impedire altre decisioni improvvisate, come l’ultima presa sulla riapertura delle piste da sci sospesa per altre settimane. Dalle regioni del Nord arriva un segnale forte in materia di vaccinazioni. La volontà è di accelerarle proprio per ridurre al più presto la diffusione del virus e consentire riaperture generalizzate e una praticabile convivenza col Covid-19. Insieme alla necessaria prudenza, serve ora grande coraggio. E serve, soprattutto, programmazione, per non lasciare che l’incertezza continui a dominare la scena. Se discontinuità ci deve essere, si parta da qui. Il virus non ha intaccato le fondamenta dell’economia e della società; occorre che la politica si assuma le sue responsabilità nel dare una svolta.