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11 giu 2022

Kiev a secco di munizioni: "Così perdiamo"

Per fermare i russi che vogliono prendersi l’est del Paese, gli ucraini chiedono nuove armi. Zelensky chiama Macron: mandateci i cannoni

11 giu 2022
Un soldato ucraino su un carro armato al confine con la regione del Donbass
Un soldato ucraino su un carro armato al confine con la regione del Donbass
Un soldato ucraino su un carro armato al confine con la regione del Donbass
Un soldato ucraino su un carro armato al confine con la regione del Donbass
Un soldato ucraino su un carro armato al confine con la regione del Donbass
Un soldato ucraino su un carro armato al confine con la regione del Donbass

Le forze russe si consolidano nel Donbass. E sebbene "Severodonetsk, Lysychansk e altre città dell’est stiano ancora in piedi" e le truppe di Kiev abbiano contrattaccato a Kherson, nel sud, l’Ucraina sta perdendo la prima linea contro la Russia per mancanza di armi. L’amara constatazione arriva direttamente dall’intelligence ucraina, che rilancia l’appello agli occidentali a fornire le armi necessarie a Kiev per respingere l’invasione di Vladimir Putin. Appello al quale – a detta del governo di Volodymyr Zelensky – gli alleati rispondono sempre più lentamente e con minore generosità di quanto si aspettasse all’inizio.

"Questa è ormai una guerra di artiglieria. I fronti sono ora il luogo in cui si deciderà il futuro e noi stiamo perdendo", ha ammesso il vicecapo dell’intelligence di Kiev, Vadym Skibitsky, spiegando che "l’Ucraina ha un pezzo di artiglieria contro 10-15 pezzi russi". "I nostri partner occidentali ci hanno dato circa il 10% di quello che hanno loro. Noi utilizziamo da 5mila a 6mila proiettili al giorno. Abbiamo quasi esaurito le nostre munizioni". L’allarme di Skibitsky conferma di fatto le informazioni degli 007 militari statunitensi secondo cui l’Ucraina ha esaurito gli armamenti di progettazione sovietica e russa e ora dipende completamente dall’Occidente.

E mentre Kiev aspetta i missili a media gittata Himars promessi da Joe Biden a patto che non vengano usati per colpire il territorio russo, Zelensky guarda al Regno Unito e al suo "ruolo di primo piano" nel sostenere l’Ucraina con ciò che le serve: "Armi, finanze, sanzioni". Approfittando della visita del ministro della Difesa britannico, Ben Wallace, che ha evocato il possibile invio di "nuove armi", il leader ucraino ha sottolineato "la leadership" di Londra su questi dossier: "Le parole si trasformano in fatti. Questo è ciò che fa la differenza tra i rapporti tra Ucraina e Gran Bretagna e quelli tra l’Ucraina e altri Paesi", ha dichiarato Zelensky che non manca mai di sottolineare il disappunto nei confronti di mancanze o ritardi nelle forniture in quella che considera una guerra a difesa della libertà non solo del suo Paese, ma dell’intero Occidente. Nuove armi potrebbero arrivare a breve anche dalla Francia. Dopo una telefonata tra Zelensky e il presidente Macron, Parigi potrebbe inviare altri cannoni semoventi Ceasar, dopo i 6 forniti ad aprile.

Nel frattempo, l’esercito russo ne approfitta per cercare punti deboli nella difesa ucraina vicino al fiume Siverskyi Donets, che attraversa la parte orientale del Paese, per stabilizzare le sue conquiste nel Donbass, ha dichiarato il portavoce del ministero della Difesa ucraino Oleksandr Motuzyanyk. Secondo il capo dell’amministrazione militare regionale del Lugansk, Sergiy Gaidai, Mosca punta a prendersi l’intero oblast entro il 12 giugno (domani ndr), data della celebrazione del Giorno della Russia". Voleva conquistare Severodonetsk entro il 10 ma "non ci è riuscita", si è tuttavia rallegrato su Telegram. Nella città ancora sotto pesante fuoco nemico, i bombardamenti russi hanno distrutto il Palazzo di ghiaccio: "Quasi 50 anni di storia dello sport e dello sviluppo culturale sono andati in fumo", ha commentato ancora Gaidai.

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