Giovedì 23 Maggio 2024
PAOLO GRILLI
Cronaca

Jacobs, la mia America: "In Florida ho ritrovato me stesso. Ma quanto mi manca il cibo italiano"

Marcell è andato ad allenarsi negli Stati Uniti: "Ho recuperato la serenità e posso stare con i miei figli". La nostalgia per i piatti di casa nostra: "Per fortuna cucina mia moglie". Il rientro sui 100 metri a Roma.

Jacobs, la mia America: "In Florida ho ritrovato me stesso. Ma quanto mi manca il cibo italiano"

Jacobs, la mia America: "In Florida ho ritrovato me stesso. Ma quanto mi manca il cibo italiano"

dall’inviato

Il sorriso è quello sincero di chi ha trovato l’America, e supera di gran lunga i fastidi da jet lag. Marcell Jacobs, dopo sei mesi di duro lavoro in Florida per preparare una stagione fondamentale, si rituffa ora in Europa. All’orizzonte c’è Parigi, e la Ville Lumière illumina un sogno da leggenda: doppiare l’oro olimpico sui 100 di Tokyo.

Jacobs, non è stata una scelta scontata quella di cambiare coach, affidandosi a Rana Reider, e di cambiare un po’ anche vita.

"Questa nuova esperienza mi ha aiutato tantissimo a livello fisico, ma soprattutto personale, per ritrovare me stesso. Vivo in un posto molto tranquillo, nessuno mi conosce e sa chi sono. Quello che faccio è andare al campo e poi tornare a casa, stando tanto tempo con i miei figli. La mia famiglia mi dà tanta energia. Essere sereno e ritrovarmi è stata la parte fondamentale di questo mio passaggio negli Stati Uniti. C’è stato il primo test a Jacksonville, con 10“11, che era la prosecuzione di una fase di allenamento. Poi abbiamo già ottenuto il pass per i Giochi con la staffetta. Adesso ci sarà un altro test, il 18 maggio a Roma, poi gli Europei. Tutte gare di passaggio verso Parigi, dove proverò ad arrivare nelle migliori condizioni. Il mio obiettivo non è correre forte subito, ma quando conterà".

Cosa è cambiato negli allenamenti?

"E’ stato tutto stravolto rispetto a prima. Si lavora tanto sull’accelerazione, moltissimo sulla forza. Sono più ’asciutto’ di prima, ma anche più forte. Si cura la qualità e la velocità del muscolo, più che il suo volume. Adesso sento che la potenza che esprimo a terra è differente e mi porta a correre più veloce. Ora bisogna mettere insieme tutti i pezzi del puzzle di questi mesi, e la gara è il momento per farlo".

Sei mesi negli Stati Uniti hanno però significato una lontananza anche dalla nostra cucina...

"Devo ammettere che dell’Italia mi è mancato soprattutto questo: la materia prima, la qualità del cibo, quella a cui noi italiani siamo abituati e fondamentale per noi atleti professionisti. Ecco perché ho fatto in modo che mi arrivassero pacchi e cartoni soprattutto di pasta (Marcell parla come testimonial dallo stand de La Molisana a Cibus a Parma, ndr). La parte dell’alimentazione è quella che in Florida ho dovuto prendere in considerazione cercando di adattarmi. Io proprio non cucino, non sono portato. Per fortuna che c’è mia moglie...".

Tamberi sarà portabandiera a Parigi, il vostro abbraccio dopo i due trionfi olimpici a Tokyo è già storia.

"Chi meglio di lui meritava questo ruolo? Ha vinto tutto quello che si poteva vincere e ha tanto carisma. So che se la giocava con Paltrinieri, un altro grande campione. Gimbo è anche un trascinatore per tutto il team. Sono contentissimo per lui. Il nostro abbraccio? E’ stato non solo quello di chi aveva appena vinto, ma di chi aveva superato tante difficoltà per arrivare lì".

Che cosa comporta essere un campione e un punto di riferimento?

"A me piacerebbe essere considerato un riferimento per tutto il mondo dello sport, evidenziando il fatto che sono arrivato a vincere tardi, a 26 anni. Posso dire di aver più perso che vinto, eppure sono arrivato a coronare il sogno che ho sempre avuto, quello di vincere alle Olimpiadi. Il talento non basta, bisogna lavorare duro senza mai fermarsi alle prime difficoltà, rispettando i propri tempi per costruire qualcosa".

Parigi è quasi dietro l’angolo.

"Io, ancora prima di Tokyo, ho sempre pensato di poter vincere. Devi credere di essere il numero uno per farcela, se ti ritieni il numero due arriverai al massimo secondo. Il mio obiettivo è di andare alle Olimpiadi e vincere ancora".