Domenica 16 Giugno 2024
NINO FEMIANI
Cronaca

Rivolta in carcere a Benevento. Agenti in ostaggio dei detenuti. Due feriti con cocci di vetro

Per quattro ore la casa circondariale campana è stata in balìa di un gruppo di reclusi. Nelle celle il doppio di persone della capienza massima. Il sindacato: situazione incandescente.

Rivolta in carcere a Benevento. Agenti in ostaggio dei detenuti. Due feriti con cocci di vetro

Rivolta in carcere a Benevento. Agenti in ostaggio dei detenuti. Due feriti con cocci di vetro

Nel carcere di Benevento esplode una violenta rivolta da parte di alcuni detenuti. Per quattro ore, un’ala della casa circondariale in Contrada Capodimonte resta in balìa di un gruppo di detenuti (sono ospitati 450 reclusi invece dei previsti 261, con 234 agenti) che devastano le celle e l’aula dei computer, divelgono brande e rompono vetrate. Due agenti di polizia penitenziaria sono feriti da cocci di vetro e costretti alle cure dell’ospedale, dopo essere stati trattenuti a lungo dai ribelli.

"Una situazione incandescente, con una sezione detentiva distrutta e due agenti di polizia penitenziaria feriti dai detenuti armati", scrive dopo il diffondersi delle notizie, Tiziana Gaucci, segretaria del Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe. "I detenuti comuni del quarto piano della casa circondariale, per futili motivi, hanno devastato la rotonda, computer, vetri e tutto quello che hanno trovato", aggiunge. Alcune ore dopo la rivolta si placa, domata anche grazie all’intervento di agenti in tenuta antisommossa che fanno rientrare i detenuti nelle loro celle.

Tutto nasce nella prima mattinata quando un detenuto si vede rifiutata una visita medica dal medico Asl. È la miccia che fa scatenare l’inferno. Una rivolta che cova sotto la cenere. Due anni fa l’avvocato Nico Salomone, segretario di Giunta della Camera penale di Benevento e delegato al carcere, scrisse una nota con l’avvocato Giovanna Perna, responsabile Osservatorio Regione Campania cui denunciava: "Una significativa criticità insiste nel settore sanitario: il medico non riesce a garantire una presenza costante in istituto, demandando le urgenze in alcuni casi alla guardia medica esterna". Nella serata, dopo la fine della rivolta, il direttore del carcere Gianfranco Marcello, cerca di ridimensionare l’accaduto. "Non c’è stata – dice il responsabile della Casa circondariale – né colluttazione né aggressione diretta da parte dei detenuti verso gli agenti, e la situazione è stata riportata sotto controllo senza ulteriori incidenti. Dopo la protesta, gli stessi detenuti hanno collaborato alla pulizia e alla sistemazione dei locali. Viviamo una situazione difficile a causa del sovraffollamento. I due agenti feriti sono stati medicati in ospedale e sono rientrati a casa".

Il sindacato replica sollevando la gravità dell’accaduto. "Mi sembra evidente – prosegue Guacci – che c’è necessità di interventi immediati da parte dell’amministrazione penitenziaria, che assicurino l’ordine e la sicurezza in carcere a Benevento tutelando gli agenti di polizia penitenziaria. Ed è grave che non siano stati raccolti, nel corso del tempo, i segnali lanciati dal Sappe sui costanti e continui focolai di tensione nelle carceri campane". Proprio due giorni fa era stato lanciato un warning sulla situazione esplosiva in tre carceri della Campania: Ariano Irpino, Salerno e, appunto, Benevento. Già la settimana precedente alcuni detenuti del ‘Capodimonte’ avevano aggredito un agente costringendolo a ricorrere al pronto soccorso. Il personale è "prigioniero di detenuti violenti che continuano a comandare e imporre la propria legge", attacca il segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria, Aldo Di Giacomo.

A questo si aggiunge la cronica situazione di affollamento. In Campania le strutture penitenziarie sono tra le peggiori d’Italia per sovraffollamento (i detenuti, al 23 aprile 2024, risultano 7.573 su 5.645 posti), carenza di organici, suicidi e morti, senza contare traffico di droga e diffusione di telefonini. Lo scorso anno sono state oltre 200 le aggressioni ad agenti negli istituti campani, numero che in questo primo quadrimestre dell’anno è stato ampiamente superato con 272 aggressioni di cui 74 solo ad aprile (67 a gennaio, 64 a febbraio, 67 a marzo).