21 apr 2022

Insulti a Zaki e mister pestato Ma che calcio è?

matteo
Cronaca

Matteo

Massi

è un filo rosso che lega lo Zaki tifoso del Bologna preso di mira, con offese e minacce, dai tifosi della Juventus e l’allenatore di una squadra giovanile picchiato selvaggiamente da un genitore di un calciatore-ragazzino? Sì, è la violenza che solo il calcio riesce a sprigionare, che non pur avere niente di nobile, perché è puro istinto animalesco. In casi come questi non ci sono fazioni che tengano, non ci sono (presunte) ingiustizie che giustifichino comportamenti così disumani. Il tweet di Zaki evoca il solito e vecchio ritornello sulla Juventus, accusandola di rubare e di avere gli arbitri a proprio favore. La forma ("stanno ancora pagando", citazione esatta dal tweet) non sarà bellissima, ma è come si esprime un tifoso. E spesso si sentono cose ben peggiori negli stadi e in Rete. Eppure Zaki finisce nella gogna. Un accanimento spropositato, perché c’è chi lo minaccia, chi sostiene che abbiano fatto bene gli egiziani a tenerlo in carcere, senza un minimo di riguardo per quello che il ragazzo ha vissuto e sta ancora vivendo.

A Gabicce è successo qualcosa di peggiore, perché dalla violenza verbale si è passati a quella fisica. Un genitore di un ragazzino di 12 anni colpisce per due volte (la seconda, quando già era a terra) l’allenatore che si era messo di mezzo per placare una rissa. E lo insulta anche. Possibile che il pallone ci porti a tutto questo? E a che punto siamo arrivati? Probabilmente a un punto di non ritorno. Mai (da ragazzini e né tantomeno da adulti) ci saremmo permessi di insultare e minacciare lo Zaki di turno, augurandogli di rivivere l’inferno che ha già vissuto. Perché i nostri genitori ci hanno insegnato il rispetto per chi abbiamo davanti e per la sua storia personale.

Gli stessi genitori che non avrebbero mai giustificato un assalto (a 12 anni) a un allenatore avversario e mai si sarebbero sognati di prendere le nostre difese, alzando le mani e dando così un cattivo esempio. Può essere che – per molti – il calcio sia la cosa più importante della propria vita, ma questo non toglie che viverlo e comportarsi così è un’evidente degenerazione.

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