Quello avvenuto ieri all’ora di pranzo tra Enrico Letta e Mario Draghi è stato un "lungo e cordiale colloquio". Questa la formula utilizzata da Palazzo Chigi per segnalare che tra i due non c’è alcuno strappo. A far pensare che i rapporti fossero tesi erano state le parole del premier "non è il momento di prendere soldi, ma di darne", seguite all’iniziativa lanciata da Letta per una dote a favore dei diciottenni, da finanziare attraverso un prelievo alle successioni più ricche, l’1% del totale. Nonostante le polemiche suscitate dalla sua proposta, il segretario dem ieri è tornato all’attacco: "Ho fatto una proposta sui giovani. E poi, con serietà, ho parlato di come finanziarla. Io non mollo". Molti nel Pd sostengono il segretario. Per il deputato Francesco Boccia "Letta ha fatto una proposta di giustizia sociale". Il Tesoriere dem Walter Verini pensa che sia un modo "per ridurre le diseguaglianze". Ma alcuni parlamentari sollevano dubbi, specie da Base riformista.