Come due vecchi amici che non si sentivano da un po’. Solo un attimo di emozione e via con gli aneddoti di una vita, intrecciati inevitabilmente con il mondo del pallone. Solo la pandemia ha impedito a Giovanni Galli e Antonio Franchini di riabbracciarsi dopo 40 anni da quella foto un po’ sbiadita, ma carica di sentimenti. Si è consumato a distanza l’incontro tra il portiere e il raccattapalle di quel Bologna-Fiorentina immortalato da una foto diventata ormai...

Come due vecchi amici che non si sentivano da un po’. Solo un attimo di emozione e via con gli aneddoti di una vita, intrecciati inevitabilmente con il mondo del pallone. Solo la pandemia ha impedito a Giovanni Galli e Antonio Franchini di riabbracciarsi dopo 40 anni da quella foto un po’ sbiadita, ma carica di sentimenti. Si è consumato a distanza l’incontro tra il portiere e il raccattapalle di quel Bologna-Fiorentina immortalato da una foto diventata ormai l’immagine di un calcio che non c’è più, nel 1980. Galli nella sede de La Nazione a Firenze; Franchini nel salotto di casa a Bologna, a due passi dal Dall’Ara.

Bologna, dicembre 1980

"Quando mi hanno detto che ero sul giornale e mi cercavi – dice Antonio – pensavo a uno scherzo. Poi mio figlio mi ha messo nel mezzo: ’Capitano tutte a te queste storie’. Sono emozionato come quel bambino con la radiolina all’orecchio". "Lo immagino – respinge il tuffo il portierone –, ma era da qualche tempo che ci pensavo e da poco mi era tornata davanti agli occhi questa immagine".

Antonio, classe ’66, adesso fa il tassista (Lucerna 5), ma è sempre rimasto nel calcio. Prima come giocatore ("Ho smesso perché ero tristo"), poi come arbitro, compagno di corsi con Rizzoli. Una passione per il Bologna e un’amicizia speciale con Igor Kolyvanov. Sempre in compagnia dello Zar, anche quando arrivò la telefonata che annunciava la morte prematura di Niccolò Galli. Gli occhi si fanno velati e il tono gioviale e istrionico come solo un bolognese sa essere diventa serio. Attimi di silenzio che Giovanni interrompe per allontanare un dolore che non passerà mai.

Un lungo sospiro e via di nuovo con i ricordi belli. "Quella stagione la ricordo bene – prosegue –. Io giocavo nella Fortitudo e ci avevano chiamato a fare i raccattapalle la domenica. Nella foto si vede bene che la radiolina ha l’antenna storta: colpa di Garritano". Galli ride, perché se la ricorda bene la rete del 2-0 rossoblù. "Non mi ero accorto che ti avesse preso così bene. Se magari l’avessi parata...". Risate. Come quando Antonio ricorda i portieri più simpatici. Oltre a Zinetti, idolo di casa, c’erano Galli e Terraneo "Che si girava verso di me chiedendomi dopo ogni intervento se il pallone fosse comunque finito fuori. Che personaggi". Come non se ne incontrano più. Almeno in questo calcio tritatutto. Il prossimo appuntamento? "A Bologna per rifare la foto 40 anni dopo".