Stefano Puzzer, 45 anni, leader dei portuali triestini, si è dimesso ieri
Stefano Puzzer, 45 anni, leader dei portuali triestini, si è dimesso ieri
di Giovanni Rossi "Non si molla. La gente che vuole andare a lavorare ci andrà, noi siamo per la libertà di tutti. Ma questa manifestazione pacifica va avanti". Il porto di Trieste vive un’altra giornata di tensione. Migliaia di No pass in sciopero si accalcano al varco 4. Slogan di combattimento, fumogeni in cielo, contorsioni dialettiche, ripensamenti a catena. Ogni posizione apparentemente consolidata si sbriciola e si riforma con altre facce, altre invettive e minacce ai giornalisti. Prefetto e questore osservano la rotazione in corso: i portuali perdono il centro della scena, i No vax assumono la guida delle proteste. Dopo le polemiche di sabato notte, quando il portavoce dei portuali Stefano Puzzer prima annuncia la fine della mobilitazione, poi – ’processato per direttissima’ – si rimangia il...

di Giovanni Rossi

"Non si molla. La gente che vuole andare a lavorare ci andrà, noi siamo per la libertà di tutti. Ma questa manifestazione pacifica va avanti". Il porto di Trieste vive un’altra giornata di tensione. Migliaia di No pass in sciopero si accalcano al varco 4. Slogan di combattimento, fumogeni in cielo, contorsioni dialettiche, ripensamenti a catena. Ogni posizione apparentemente consolidata si sbriciola e si riforma con altre facce, altre invettive e minacce ai giornalisti. Prefetto e questore osservano la rotazione in corso: i portuali perdono il centro della scena, i No vax assumono la guida delle proteste.

Dopo le polemiche di sabato notte, quando il portavoce dei portuali Stefano Puzzer prima annuncia la fine della mobilitazione, poi – ’processato per direttissima’ – si rimangia il comunicato e dice "il presidio continua fino al 20", la domenica proietta un altro film. Puzzer si dimette, il presidio va avanti ma senza i protagonisti originali a gestirlo. Tolta una quindicina di duri e puri del sindacato CPLT, il resto dei lavoratori in agitazione (decine di uomini fino a poco prima) realizza infatti che lo scalo non si è mai davvero bloccato, che la situazione è senza via d’uscita e che nel giro di poche ore (forse stasera, quando le urne delle elezioni amministrative saranno chiuse, o forse prima), la polizia interverrà per rimuovere il presidio come chiesto a gran voce dal presidente dell’Autorità portuale Zeno D’Agostino. "Se siamo così pochi, non riusciamo a fermare il porto. Allora non ha senso: non possiamo stare senza stipendio così tanti giorni", spiega un portuale a un rappresentante No vax che lo invita a restare sulle barricate.

Al molo VII Puzzer è in lacrime. Ce l’ha con chi lo sta scavalcando per strumentalizzare la piazza: "Non siamo traditori, ma se dovesse succedere che qualcuno venga verso di noi, sediamoci per terra in pace, non diamo adito a chi ci vuole far passare per facinorosi". L’aria è quella di uno sgombero imminente. "Vedremo come comportarci: se ci picchieranno, si prenderanno la loro responsabilità", prefigura Ugo Rossi, neo consigliere comunale a Trieste del movimento 3 V (Vaccini Vogliamo Verità). Aggiunge l’aspirante leader No pass: "Capiamo che per i portuali la situazione non sia facile, perché sul porto ci sono interessi enormi e pressioni internazionali, ma riteniamo che sia giusto andare avanti a oltranza. E tanti portuali sono ancora di questa idea". Corda tirata come un elastico. C’è il rischio che si spezzi.

Anche per prevenire incidenti sui moli (a pochi metri dall’acqua), i confederali invitano i manifestanti ad accontentarsi dell’ampia copertura riscossa. Per Cgil, Cisl e Uil "le legittime manifestazioni di dissenso devono essere garantite, ma non possono impedire ad un porto e ad una città di continuare a generare reddito e prospettive. Quelle persone che hanno dimostrato solidarietà ai portuali facciano un passo in avanti e liberino porto e lavoratori da un peso e una responsabilità che non hanno". A Milano, intanto, la polizia sta valutando di denunciare 4"0 membri dell’area anarchica milanese e varesina" che hanno manifestato sabato nel capoluogo lombardo. Al momento ci sono due arresti e otto indagati per vari reati tra cui interruzione di pubblico servizio e violenza privata.

Oggi è lunedì, giorno di ritorno al lavoro. I dati esibiti dal governo indicano un rilascio vorticoso di Green pass: 2,5 milioni in più di certificazioni verdi tra giovedì 14 e venerdì 15, altre 773.820 tra venerdì e sabato 16 (più quelle di ieri, dopo vaccino o tampone, ancora da contabilizzare). Il totale delle certificazioni verdi validate, a fronte di quasi 44 milioni di immunizzati con doppia dose e altri 2,5 milioni solo con la prima dose, supera adesso i 100 milioni. Esattamente 100.595.790. La prova che i non vaccinati stanno correndo a fare i tamponi (+1,8 milioni in tre giorni) e che il marginale consenso dei No pass si sta prosciugando. Ma non sarà facile gestire gli ultimi schizzi di rabbia. E nessuno sa cosa accadrà oggi, quando i tir si presenteranno al varco presidiato.