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8 giu 2022

Il dispotismo orientale che guida Putin

8 giu 2022
cesare
Cronaca

Cesare

De Carlo

Odio l’Occidente, dice Dimitri Medvedev. "È bastardo e degenerato. Farò di tutto per farlo sparire". E allora vengono in mente i versi di Alexander Blok, che in ‘’Sciti’’ se la prendeva con gli europei occidentali: dicono che siamo asiatici e non europei, ebbene sì, siamo sciti, siamo asiatici, abbiamo occhi obliqui e feroci! Provate a sfidarci e ve ne accorgerete. Era il 1918 e la Russia stava cadendo nelle mani dei bolscevichi. In Occidente giungevano notizie terribili: epurazioni e esecuzioni. Sterminata la dinastia dei Romanov. Milioni di ‘’antisistema’’ sacrificati sull’altare del marxismo. Come un trentennio dopo sarebbe accaduto nella Cina di Mao. Joseph Conrad, esule ucraino in Inghilterra, ne aveva trattato nei suoi romanzi: l’animo russo è asiatico, non europeo. La sua ferocia ha radici lontane, nelle steppe della Siberia meridionale, fra i nomadi sciti che per secoli avevano schiavizzato gli slavi. Ed è riemerso irreprimibile a dispetto dell’illusione di Pietro il Grande che per avvicinare il suo impero all’Europa aveva fondato una nuova capitale, San Pietroburgo, e aveva schiacciato i boiardi.

Nella Russia di Putin i boiardi sono tornati. Sono coloro che formano l’oligarchia di potere e che – come scrisse Karl August Wittfogel, un comunista pentito – confermano l’antica vocazione al ‘’Despotismo Orientale’’ (titolo del libro). Ebbene il succitato Medvedev è uno di questi boiardi. Ha coperto l’interregno presidenziale quando Vladimir Putin non potè rimanere in carica per più di due mandati consecutivi (la forma andava salvata). Poi ne fu primo ministro. Ora ne è il braccio destro. E la sua esternazione merita attenzione perché è sempre stato considerato un moderato. Ma l’ex moderato presume di avere dietro di sè i connazionali. Possibile, anzi probabile stando a sondaggi di fonte baltica. Anche la Russia del postcomunismo rimane asiatica, refrattaria ai nostri valori. E se la storia e la cultura non bastassero, guardare la carta geografica.

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