Nelle case degli italiani da giorni fervono i preparativi per il cenone della vigilia con i familiari, comitive di amici si scambiano gli auguri nelle piazze e nei pub, i cinema sono tornati a proporre le commedie natalizie. Un quadro inimmaginabile un anno fa, a Natale del 2020, quando il Paese era tutto in zona rossa e la mobilità fortemente limitata. In dodici mesi il Covid non se n’è andato, ma – con la campagna vaccinale – le...

Nelle case degli italiani da giorni fervono i preparativi per il cenone della vigilia con i familiari, comitive di amici si scambiano gli auguri nelle piazze e nei pub, i cinema sono tornati a proporre le commedie natalizie. Un quadro inimmaginabile un anno fa, a Natale del 2020, quando il Paese era tutto in zona rossa e la mobilità fortemente limitata. In dodici mesi il Covid non se n’è andato, ma – con la campagna vaccinale – le differenze rispetto alle feste che stanno per arrivare sono moltissime. Il 24 dicembre 2020 in tutta Italia era vietato ogni spostamento, in entrata e in uscita dalla propria regione, salvo comprovate esigenze lavorative, motivi di salute o situazioni di necessità. Quasi tutti i negozi erano chiusi, come pure palestre, cinema, teatri e discoteche (aperti i supermercati, gli alimentari, insieme alle farmacie). Era possibile, una sola volta al giorno, spostarsi per fare visita a parenti o amici, tra le 5 e le 22 e massimo in due persone, portando con sé i figli minori di 14 anni.

Un anno dopo lo stivale è bianco e giallo, c’è completa libertà di movimento, gli esercizi commerciali sono operativi come pure i centri sportivi e i cinema. La chiave di volta sta nella strategia del Green pass, ha detto Draghi nella conferenza stampa di fine anno, che ci ha consentito di conquistare una quasi normalità.

Non mancano, tuttavia, i super zelanti. Come il sindaco di Palau, in Sardegna, la cui ultima ordinanza fa discutere: per il pranzo di Natale e il cenone di San Silvestro in famiglia serve il certificato verde. Il provvedimento di Giuseppe Manna, rimarrà in vigore fino al 10 gennaio.

L’ordinanza fissa regole per evitare che le festività inneschino focolai: la chiusura del parco giochi comunale, l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto. Ma poi entra nelle case dei cittadini, sancendo "il divieto di organizzare o partecipare a feste private, pranzi o cene all’aperto o al chiuso, oltre i componenti del nucleo familiare e parenti muniti di certificazione verde".

Più che assumere misure draconiane, a tavola in queste giorni basteranno alcuni accorgimenti dettati dal buon senso e suggeriti dai virologi. Solo così lasceremo la paura (e il virus) fuori dalla porta di casa.