Piero

Degli Antoni

Cos’è il divismo? Un misto di talento, carisma e fortuna. È l’alchimia perfetta che trasforma un personaggio in divo. Oltre il talento naturale e il carisma istintivo, conta anche la fortuna: scegliere i copioni giusti che trasformano un film in un cimelio immortale. Greta Garbo ci mise anche uno straordinario intuito di marketing: ritirandosi a soli 40 anni si consacrò da sé alla mitologia. Oppure Grace Kelly, un’altra icona consegnata al walhalla del cinema: il ritiro dalle scene, il matrimonio favolistico, la morte improvvisa.

Restando all’Italia, basta pensare a Anna Magnani: non bellissima, ma dotata di una tale potenza espressiva da promuoverla senz’altro a diva senza tempo. Brigitte Bardot: forse non ruggiva di talento, ma suppliva con una presenza magnetica e una bellezza eterna. Marilyn Monroe, talento, fascino, sex appeal, e una spolverata (abbondante) di cronaca rosa: la love story con Bob Kennedy, la morte inaspettata quanto misteriosa. Audrey Hepburn: il fascino apparentemente algido della principessa di ghiaccio, non moltissimi film ma alcuni memorabili (‘Sabrina’, ‘Colazione da Tiffany’). Katharine Hepburn, carattere di titanio, maestria drammatica, più il pepato love affair con Spencer Tracy. Aggiungiamo velocemente Marlene Dietrich, la diva dal fascino artico, a cui dovremmo allegare Ingrid Bergman, Liz Taylor, Rita Hayworth, per finire con la nostra Sofia Loren, pane amore e fantasia. Loro sono della materia di cui sono fatti i sogni.