Lino Banfi (Lapresse)
Lino Banfi (Lapresse)

Milano, 19 ottobre 2019 - Lino Banfi, ha sentito la provocazione di Beppe Grillo? Propone di togliere il voto agli anziani e di allargarlo ai sedicenni...

"Non ho capito Beppe cosa voleva dire... d’altronde è interessato pure lui, non è che sia di primo pelo ..."

Il suo ragionamento è: gli anziani non faranno mai politiche a lungo termine a favore dei giovani. Non saranno mai disposti a tollerare certi sacrifici che porteranno benefici soltanto dopo venti o trent’anni. Quindi bisogna togliere loro il voto. Lei che è ‘Nonno d’Italia’, che cosa ne pensa?

"Secondo me Beppe si sbaglia. Io sono Nonno d’Italia non solo per ‘Un medico in famiglia’, ma anche nonno d’Italia in un’associazione che si chiama Senior Italia, sono il nonno ambasciatore dell’Unesco. I ragazzi di San Patrignano, che sono 1500 e stanno uscendo dai loro guai, mi hanno nominato il nonno di Sampa. Tutte queste cose mi hanno portato alla considerazione che il nonno sta diventando sempre più importante. Io lo dirò anche all’Unesco: la figura del nonno deve diventare sempre più centrale, deve essere riconosciuto come patrimonio dell’Umanità, almeno italiana per ora. I nonni, scherzando scherzando, sono 13-14 milioni. Allora mi sono detto: se fondo un Movimento che si chiama NoLink, Nonni Liberi Incazzati, sai quanti voti prendo? Vinco le elezioni subito. Ma, naturalmente, l’ho detto per gioco."

La domanda è: i nonni e gli anziani riescono a pensare a un futuro lontano a favore dei giovani? O si limitano a una prospettiva a breve termine?

"Gli anziani sono in grado eccome. I nonni italiani stanno facendo delle full immersion per entrare nei meccanismi della tecnologia, per cercare di aggiornarsi, per aiutare i nipoti e anche per convincere i giovani della generazione di mezzo – cioè i generi, le nuore – a fare più figli. L’alfa e l’omega, cioè i ragazzini e gli anziani, sono a posto, ma la generazione di mezzo deve essere incentivata ancora più di prima a fare i figli. Sennò la figura del nonno scomparirà. Fra quindici anni rischia di essere solo un ricordo".

Dunque Grillo ha torto?

"Beppe ha le sue ragioni, capeggia un Movimento importante. Ma adesso ne farò uno io".

Lei è d’accordo col voto ai sedicenni, un’altra proposta lanciata di recente da Enrico Letta?

"Non sarebbe male. A sedici anni i ragazzi di oggi sono responsabilissimi. Forse prima, tanti anni fa, non lo erano, anche perché tanti anni fa c’erano i qualunquisti, mentre adesso ci sono i qualcunisti. Cioè quelli che vogliono diventare qualcuno per forza. Io ci starei al voto ai sedicenni, certo!".