Giulia Sala, 14 anni
Giulia Sala, 14 anni
"La prima volta che ho giocato a 8 anni è stato grazie a papà, oggi la scacchiera è un’inseparabile compagna". Apparentemente imperturbabile, se non fosse per quel sorriso che la illumina, è stata convocata nella nazionale azzurra per le Olimpiadi di scacchi on line che si giocano in questi giorni. Ma non è finita: Giulia Sala, 14 anni compiuti, è anche la più temuta fra i piccoli grandi giocatori che hanno invaso Salsomaggiore, patria di terme e storia nel Parmense, per i campionati giovanili under 19. Arrivata fresca fresca da Monza è lei la (vera) "regina degli scacchi". Qual è la cosa più bella...

"La prima volta che ho giocato a 8 anni è stato grazie a papà, oggi la scacchiera è un’inseparabile compagna". Apparentemente imperturbabile, se non fosse per quel sorriso che la illumina, è stata convocata nella nazionale azzurra per le Olimpiadi di scacchi on line che si giocano in questi giorni. Ma non è finita: Giulia Sala, 14 anni compiuti, è anche la più temuta fra i piccoli grandi giocatori che hanno invaso Salsomaggiore, patria di terme e storia nel Parmense, per i campionati giovanili under 19. Arrivata fresca fresca da Monza è lei la (vera) "regina degli scacchi".

Qual è la cosa più bella degli scacchi?

"Che non smetti mai di imparare. Una nuova mossa, una strategia, come imparare a gestire l’emozione, la vittoria e la sconfitta".

La passione è iniziata grazie al papà, ma poi è proseguita.

"Ho sempre trovato affascinante questo mondo di prove dove avere un piano è una componente fondamentale, tanto quanto immaginare la mossa dell’avversario. Un po’ come nella vita".

Com’è la tua vita da scacchista?

"Ho due maestri diversi da cui prendo lezioni un’ora per due volte a settimana, gioco partite tutti i giorni e studio molto. Soprattutto su testi italiani, ma anche su libri stranieri, visto che la maggior parte dei manuali scritti su questa disciplina vengono dall’estero".

Ma quando giochi ti diverti?

"Molto. Ogni partita, anzi ogni mossa, racchiude emozione. Ci sono ’duelli’ che durano ore e ogni passo avanti dà grande soddisfazione".

Hai riti particolari o portafortuna che porti?

"Sono una persona estremamente scaramantica. Ho una penna fortunata che porto con me a ogni competizione, così come una felpa fortunata che non manca mai nello zaino delle trasferte. Insomma, va bene la tecnica, ma aiutare la dea bendata non guasta".

Raccontaci un traguardo importante che hai raggiunto e una sconfitta bruciante che ricordi.

"Sento sempre che tutto quel che ho vissuto in questi anni è stato fondamentale per crescere, sia come persona che come scacchista. All’inizio non è semplice accettare la sconfitta, specie dopo tanto impegno e sacrifici, ma è proprio da quella che impari di più".

Quali sono i tuoi interessi oltre la scacchiera?

"Amo giocare a basket e l’arrampicata, che ho già provato e voglio tornare a praticare. Studi permettendo, s’intende. A settembre infatti inizierò il liceo scientifico sportivo e sarà una nuova grande avventura. In generale adoro la montagna e quei momenti immersi nella natura".

Cosa ne pensi de 'La regina degli scacchi’, la serie tv che ha spopolato su Netflix, gettando una nuova luce su questo mondo?

"Di puntate ne ho viste poche, ma ho letto il libro da cui è tratta. Penso che nel complesso sia fatto bene e sia abbastanza fedele alla realtà, eccetto per alcuni dettagli".

Tipo?

"Il percorso fulmineo e radioso della protagonista: che fin da subito riesce a raggiungere livelli di bravura eccezionale. Nella realtà ci vogliono moltissimi anni di impegno, allenamento e costanza. E l’alcol e gli psicofarmaci? Pura invenzione: se non sei sobrio, non combini niente nella scacchiera".