Il Covid si è portato via anche Valéry Giscard d’Estaing, il più giovane presidente della Francia dal 1974 al 1981. D’Estaing aveva 94 anni ed era stato ricoverato nell’ospedale di Tours due settimane fa per un’ insufficienza cardiaca. In settembre era stato in nosocomio per una lieve infezione respiratori. L’ex presidente è morto ieri sera a casa sua, nel dipartimento di Loir-et-Cher. Valéry Giscard d’Estaing era nato il 2 febbraio del 1926 a Coblenza: il padre, un alto funzionario di banca stava lavorando in Germania. Poi la famiglia tornò a Parigi, dove...

Il Covid si è portato via anche Valéry Giscard d’Estaing, il più giovane presidente della Francia dal 1974 al 1981.

D’Estaing aveva 94 anni ed era stato ricoverato nell’ospedale di Tours due settimane fa per un’ insufficienza cardiaca. In settembre era stato in nosocomio per una lieve infezione respiratori. L’ex presidente è morto ieri sera a casa sua, nel dipartimento di Loir-et-Cher.

Valéry Giscard d’Estaing era nato il 2 febbraio del 1926 a Coblenza: il padre, un alto funzionario di banca stava lavorando in Germania. Poi la famiglia tornò a Parigi, dove Giscard finì gli studi. D’Estaing Lavorò prima come ispettore delle Finanze francesi, poi venne eletto deputato all’Assemblea Nazionale nel 1956, con una formazione di centrodestra. Dopo essere stato ministro dell’Economia e delle Finanze per diversi anni e inizialmente vicino a De Gaulle, si candidò alle elezioni presidenziali nel 1974 eliminando al primo turno il gollista Jacques Chaban-Delmas e vincendo al secondo contro François Mitterrand, dell’Unione della sinistra. Durante il dibattito del 1974, Giscard pronunciò una frase rimasta famosa e decisiva per la sua vittoria: "Lei non ha il monopolio del cuore". A 48 anni, divenne il più giovane presidente francese dal 1848.

Da capo dello Stato sostenne molti provvedimenti progressisti, perseguendo il cosiddetto "changement dans la continuité" (cambiamento nella continuità) e confrontandosi direttamente con i maggiori rappresentanti dell’opposizione.

Del governo che si formò sotto la sua presidenza entrò a far parte Simone Veil, che fu la principale promotrice della legalizzazione dell’aborto in Francia. Durante la presidenza di Giscard d’Estaing, la maggiore età fu abbassata da 21 a 18 anni, le possibilità di chiedere il divorzio vennero ampliate e l’adulterio fu depenalizzato.

Anche se in campagna elettorale avesse dichiarato pubblicamente di essere contrario alla pena di morte, quella di Giscard d’Estaing fu l’ultima presidenza francese ad applicare la pena di morte. In tre casi su sette, Giscard respinse la richiesta di grazia.

Dagli anni Settanta in poi fu uno dei maggiori sostenitori di quella che poi diventerà la Comunità Europea, si impegnò l’elezione diretta per il Parlamento europeo (prima i membri erano eletti dai parlamentari di ciascuno Stato), promosse l’istituzione del Consiglio d’Europa e la nascita della moneta unica.

Nel 1981 non riuscì a farsi rieleggere alla presidenza, anche a causa del mancato appoggio da parte dei gollisti di Chirac, e vinse Mitterand.

Giscard tornò come deputato all’Assemblea Nazionale negli anni Ottanta, e il primo dicembre del 1986 affiancò Mitterrand alla cerimonia di inaugurazione del Museo d’Orsay a Parigi, la cui apertura fu una sua decisione. Dal 1989 al 1993 fu parlamentare europeo. Nel 2007 sostenne Nicolas Sarkozy alla presidenza della Francia.