Fabio Gaudenzio nei video su Youtube (Ansa)
Fabio Gaudenzio nei video su Youtube (Ansa)

Roma, 9 settembre 2019 - Fabio Gaudenzi ha parlato con gli inquirenti della Procura di Roma nel carcere di Rebibbia. Per oltre 5 ore l'esponente di estrema destra, vicino all'ex militante dei Nar Carminati, e arrestato per detenzione di armi, ha detto ai magistrati della Dda di conoscere gli autori dell'omicidio di Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik, il capo ultrà della Lazio ucciso il 7 agosto scorso nel parco degli Acquedotti a Roma.  

Il suo avvocato, Marcello Petrelli, ha spiegato: "Ha fatto nomi e cognomi delle persone coinvolte. Gaudenzi non è un pentito, ma il suo intento è quello di vendicare due amici che sono morti, tra cui lo stesso Piscitelli".  

Il legale ritiene che nel delitto siano coinvolti personaggi 'intoccabili' e comunque che sia stato posto in essere da killer stranieri, forse albanesi. Inoltre, "questa storia avrebbe connessioni con la morte di un altro uomo avvenuta circa un mese fa a Brescia". L'interrogatorio è stato secretato.

Ieri Petrelli aveva reso noto che in carcere Fabio Gaudenzi avrebbe ricevuto varie minacce verbali e in particolare alcuni detenuti gli avrebbero urlato "infame".

Gaudenzi, membro del disciolto gruppo della curva sud romanista 'Opposta Fazione', e già coinvolto in Mafia capitale, prima di essere arrestato lunedì scorso dai poliziotti della Squadra Mobile per possesso di armi da guerra, aveva postato due video su Youtube in cui rivendicava la sua l'appartenenza al gruppo 'i fascisti di Roma Nord', e faceva i nomi: Fabio Gaudenzi, Fabrizio Piscitelli, Luca Caroccia, Fabrizio Caroccia, Elio Di Scala, Maurizio Boccacci, Brugia Riccardo e Massimo Carminati.