di Giovanni Rossi Il centrodestra vive male la giornata esplorativa del presidente della Camera Roberto Fico, a colloquio con i partiti della ex maggioranza di governo. Matteo Salvini, voce narrante unitaria nel colloquio con il capo dello Stato, inaugura il sabato sui social comunicando che "al succo di fico" preferisce "la spremuta d’arancia". Fino a tarda serata nessuna dichiarazione sulla crisi di governo: quasi un’orgogliosa presa di distanza. Poi riguadagna la scena: "Bisogna dare fiducia agli italiani, il mandato esplorativo a Roberto Fico è tempo perso. È un mese che l’Italia è ferma e dopo un mese tornano al tavolo sempre gli stessi: Conte, Di Maio, Renzi con l’aggiunta di...

di Giovanni Rossi

Il centrodestra vive male la giornata esplorativa del presidente della Camera Roberto Fico, a colloquio con i partiti della ex maggioranza di governo. Matteo Salvini, voce narrante unitaria nel colloquio con il capo dello Stato, inaugura il sabato sui social comunicando che "al succo di fico" preferisce "la spremuta d’arancia". Fino a tarda serata nessuna dichiarazione sulla crisi di governo: quasi un’orgogliosa presa di distanza. Poi riguadagna la scena: "Bisogna dare fiducia agli italiani, il mandato esplorativo a Roberto Fico è tempo perso. È un mese che l’Italia è ferma e dopo un mese tornano al tavolo sempre gli stessi: Conte, Di Maio, Renzi con l’aggiunta di Fico. Basta! Dobbiamo dare fiducia agli italiani e non a questi parlamentari che hanno a cuore solo la loro poltrona e il loro interesse". "Il centrodestra – continua il segretario del Carroccio –, se avesse qualcuno disposto a sostenere le nostre proposte come il blocco delle cartelle esattoriali, l’apertura dei cantieri fermi da nord a sud, il rilancio della scuola e attenzione vera ai nostri medici e infermieri, dialogherebbe. Ma temo che Pd e M5s non siano all’altezza". Niente sorprese allora? Sì invece: "C’è grande insoddisfazione tra deputati e senatori ex giallorossi. Credo che la maggioranza si troverebbe", osserva il segretario del Carroccio, quasi prefigurando una caccia all’uomo rovesciata.

Non è la linea in cui si riconosce Giorgia Meloni. "Mai con 5 Stelle e Pd. L’Italia – ribadisce la presidente di Fratelli d’Italia – ha bisogno di un governo forte e coeso. Un governo che abbia numeri per fare cose coraggiose, con un forte mandato popolare. Continuo a ritenere che con l’attuale Parlamento questo non sia possibile. Questa è la ragione per la quale la scelta più responsabile tra quelle in campo è di sciogliere le Camere in tempi rapidi e portare la nazione al voto. Sono ottimista, perché fino ad oggi il centrodestra si è oggettivamente dimostrato molto compatto". Ma domani?

La linea distintiva è sempre la stessa, tra sovranisti e moderati, tra chi non ama l’Europa e chi pensa a un "governo dei migliori", come ribadiscono il vicepresidente e il portavoce di Forza Italia, Antonio Tajani e Giorgio Mulè. Un po’ tutta la vasta galassia berlusconiana rimugina sulle difficoltà del momento. Restare ai box fino a martedì, come ruote di scorta, non è il massimo, evidentemente. Secondo il senatore azzurro Andrea Cangini, è necessaria "un’assunzione collettiva di responsabilità di tutte le forze politiche di opposizione e di maggioranza. Basta guardare agli interessi di bottega. La grave realtà del Paese merita risposte puntuali e appropriate. Perché il rischio che sotto il peso della pandemia la situazione possa finire fuori controllo purtroppo esiste".

"Liberali e moderati possono ancora giocare un ruolo in questa crisi. Credo che gli elettori di Forza Italia, ma anche della Lega, non siano d’accordo con la scelta di congelare i voti e la forza parlamentare del centrodestra", scrive su Twitter Mara Carfagna. Secondo la fondatrice di Voce libera, il centrodestra dovrebbe puntare su "un governo di salvezza nazionale" guidato dall’ex presidente della Bce Mario Draghi: "Una straordinaria opportunità per il Paese". Giovanni Toti, governatore della Liguria e leader di Cambiamo, teme – in caso di Conte ter – il logoramento dell’Italia e del centrodestra. Guai a perdere "altri due anni", l’Italia ha bisogno di "una larga maggioranza, per affrontare temi urgenti".