16 mar 2022

Febbre da prezzi, il governo corre ai ripari

Allo studio due decreti per calmierare bollette e carburanti e sostenere le imprese. Oggi Cingolani in Parlamento spiega la strategia

Un pacchetto di aiuti in due step: in settimana il decreto taglia-prezzi per arginare subito i maxi-rincari su benzina e bollette e nel giro di 10-15 giorni un secondo decreto con i sostegni diretti alle famiglie e alle imprese, strette tra caro-energia, caro-carburanti e caro-materie prime. Le riunioni si susseguono dallo scorso weekend, perché l’imperativo per Mario Draghi è fare presto. Ma bisogna fare i conti con le risorse, che restano poche, in attesa che dal Consiglio europeo del 24 e 25 marzo arrivi il via libera a quella risposta al contraccolpo economico della crisi in Ucraina che i bilanci nazionali non sono in grado di affrontare.

Una prima misura di ristoro per le imprese più esposte, si starebbe cercando di introdurla già nel decreto che dovrebbe arrivare in Cdm domani. Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, propone di rifinanziare con un miliardo il Fondo di garanzia per le Pmi e di creare un fondo ad hoc, con 800 milioni, per i ristori. Intanto per finanziare il taglio delle accise e il nuovo intervento per contenere le bollette del secondo trimestre si ricorrerà agli incassi Iva sopra le attese legati proprio agli aumenti, mentre resta complessa l’estensione della tassa sugli extra-profitti alle imprese energetiche. Cingolani oggi sarà in Parlamento per spiegare la strategia del governo contro il caro-prezzi e le speculazioni che hanno fatto schizzare il costo del pieno.

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