I software sono stati usati durante il lockdown negli esami a distanza
I software sono stati usati durante il lockdown negli esami a distanza

Duecentomila euro di multa all’università Bocconi e il divieto assoluto di utilizzare ancora il ’sistema Respondus’ – col riconoscimento facciale e i dati biometrici degli studenti – durante gli esami a distanza. A stabilirlo è il Garante per la protezione dei dati personali, dando ragione a uno studente inglese che per primo ha puntato il dito contro il sistema chiamato a evitare copiature in piena pandemia. L’ateneo si era affidato all’azienda americana Respondus per controllare la validità di circa 70mila prove scritte. Anche perché, ricorda l’ateneo, "occorreva trovare una soluzione in tempi strettissimi", "la maggior parte degli studenti è fuorisede e il 19% di nazionalità non italiana". Il sistema scelto ha due componenti: ’lockdown browser’, che proibisce di aprire altre pagine per evitare ’copia e incolla’, e un monitor che cattura le immagini video e lo schermo dello studente "identificando e contrassegnando i momenti in cui sono rilevati comportamenti insoliti e sospetti (come lo sguardo fuori dallo schermo, ndr) mediante video e istantanee e scattate a intervalli causali". Nell’informativa sul trattamento dei dati personali – incompleta secondo il Garante – non vi era però menzione delle fotografie, non erano specificati i tempi di conservazione dei dati né il loro trasferimento negli Stati Uniti. Di qui la multa da 200mila euro. Che sarà dimezzata se l’ateneo pagherà entro trenta giorni.

Simona Ballatore

Nicola Palma