Le misure di distanziamento sociale vengono rispettate in maniera di solito rigorosa dentro le scuole, ma una volta fuori è quasi sempre il ’tana libera libera tutti’, sia da parte degli studenti sia da parte dei parenti che li portano al plesso scolastico o li attendono per riportarli a casa. I punti sensibili sono in primis le aree prospicienti le scuole e le fermate dei mezzi di trasporto pubblico in prossimità dell’inizio o della fine delle lezioni. Il fenomeno è presente, con varia gravità, nelle scuole di tutta Italia e molti dirigenti scolastici e...

Le misure di distanziamento sociale vengono rispettate in maniera di solito rigorosa dentro le scuole, ma una volta fuori è quasi sempre il ’tana libera libera tutti’, sia da parte degli studenti sia da parte dei parenti che li portano al plesso scolastico o li attendono per riportarli a casa.

I punti sensibili sono in primis le aree prospicienti le scuole e le fermate dei mezzi di trasporto pubblico in prossimità dell’inizio o della fine delle lezioni. Il fenomeno è presente, con varia gravità, nelle scuole di tutta Italia e molti dirigenti scolastici e qualche provveditore si sono allarmati. Alcune amministrazioni locali hanno deciso di intervenire. "Troppi studenti fuori dalle scuole senza seguire le precauzioni o mantenere le distanze di sicurezza. Li esorto a ricordare che certi comportamenti di sicurezza vanno mantenuti finché non si è a casa" ha detto in un videomessaggio il provveditore di Cremona, Fabio Molinari.

Tra le prime città a decidere una stretta c’è Verona dove la mascherina diventa obbligatoria anche fuori dalle scuole. Per gli asili e le scuole dell’infanzia l’obbligo, in vigore fino al 15 ottobre, riguarda genitori e accompagnatori, mentre per primarie e secondarie vale sia per gli studenti che per le famiglie. "Insegnanti ed educatori, tra le mura scolastiche, stanno mettendo in atto procedure e protocolli rigidi. All’esterno, però – osserva il sindaco Sboarina – il distanziamento non è garantito soprattutto fra gli studenti più grandi che si incontrano all’inizio e alla fine delle lezioni. Ecco perché ho deciso di rendere obbligatorio l’uso della mascherina anche fuori nei pressi delle scuole".

Anche a Novara il sindaco Alessandro Canelli ha firmato un’ordinanza con la quale si ordina "a chiunque transitistazioni in tutte le aree adiacenti le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado esistenti sul territorio della città di Novara di evitare assembramenti e di indossare correttamente il dispositivo di protezione individuale in coincidenza con gli orari di ingresso ed uscita degli studenti". Provvedimento simile anche a Giaveno (Torino) e a Pescia (Pistoia) dove il sindaco Oreste Giurlano ha firmato un’ordinanza che vincola alla mascherina gli studenti e chiunque transiti nelle strade vicine alle scuole o alle fermate del bus interessate al trasporto degli studenti: le sanzioni vanno da 400 a mille euro.

Stessa linea a Bitonto (Bari), mentre nella provincia di Trento il presidente Fugatti ha invece firmato un’ordinanza che obbliga ad indossare la mascherina chiunque si trovi a 50 metri dalle scuole. A Roma sono stati schierati 150 vigili. A Napoli è prevista per la riapertura (24 settembre) la pedonalizzazione oraria di molte strade dove si trovano le scuole. A Torino davanti alle scuole è stata invece schierata la Protezione civile regionale.

Alessandro Farruggia