Venerdì 21 Giugno 2024
GIOVANNI ROSSI
Cronaca

Emergenza immigrazione Record di sbarchi, 4.600 arrivi in due giorni Maxi operazione di soccorso

La Guardia costiera va in aiuto di tre barconi nel mar Ionio. Interviene anche la Marina militare. L’allarme del Viminale: nel 2023 già approdati 17.500 profughi (+194% rispetto al 2022)

Migration

di Giovanni Rossi

La realtà richiama Giorgia Meloni con una durezza esponenziale. Il giorno dopo il cdm di Cutro, che lascia altre scorie oltre ai rimproveri dal Vaticano, i mari italiani si gonfiano di migranti in arrivo. Solo nelle ultime 48 ore le partenze verso le coste italiane ammontano a 4.600 persone. Il primato dell’accoglienza resta a Lampedusa: 990 arrivi in 24 ore (ma il conto è destinato a salire) dopo i 1.867 di giovedì. L’allarme del Viminale è forte: nel 2023 sono già approdati in Italia 17.500 profughi (+194% rispetto allo stesso periodo del 2022). Guardia costiera e Guardia di finanza rispondono ad ogni allarme, ma rischiano di andare in ’affanno. Così tocca anche alla Marina militare iscriversi al servizio di salvataggio con l’invio della Nave Sirio nel basso Jonio. La chiamata in missione di soccorso migranti nega la decisione annunciata dalla premier, solo poche ore prima, di non coinvolgere la Difesa nelle operazioni Sar. A questo punto, per sapere chi ha vinto davvero lo scontro tra Fratelli d’Italia e Lega sull’utilizzo o meno della Marina militare diventa fondamentale il testo del decreto che andrà alla firma del Capo dello Stato. La Lega, soddisfatta della sintesi approvata a Cutro, sarebbe pronta a ritirare la sua proposta di legge depositata alla Camera. Un segno di disgelo (forse).

L’obiettivo del governo al quale sacrificare le baruffe tra alleati è che nessun altro migrante muoia durante la traversata, dopo che lo Jonio, proprio ieri, ha restituito il settantatreesimo corpo. Quello di un altro bambino. Ogni salma che affiora rinnova purtroppo lo strazio. E tra i familiari delle vittime non sembra particolarmente gradito l’invito a Palazzo Chigi ufficializzato dalla premier giovedì sera dopo il cdm di Cutro. "L’invito a Roma? Nessuno ci ha detto nulla. Lo apprendiamo in questo momento. Siamo qui da tredici giorni in attesa di rimpatriare le salme. Fatta eccezione per il Presidente della Repubblica Mattarella, non abbiamo visto nessuno. Che senso ha tutto questo? Noi pensavamo che Meloni venisse alla camera ardente", commenta Alauddin Mohibzada, 23enne afghano che a Steccato di Cutro ha perso tre dei suoi cari e na ha un quarto disperso.

I disperati lasciano le coste del Nordafrica su ogni mezzo. Barchini e barconi arrivano soprattutto dalla Tunisia, dove la crisi politica spinge alla fuga spezzando il filo esile di controlli reclamizzati e quasi mai realizzati. Ma anche il porto libico della vicina Zuara – una delle capitali dei trafficanti di uomini – continua a produrre partenze. L’hotspot di Lampedusa è allo stremo. Ospita 2.900 persone, a fronte di una capienza di 400. L’arrivo più folle di ieri? Quello di 38 migranti, comprese 13 donne, stipati su un barchino di 7 metri approdato a Cala Galera. Intanto la motonave Diciotti, appena ripartita dall’isola per decongestionare l’hotspot, devia la rotta e mette in salvo 480 migranti prelevati in mare aperto da 19 carrette del mare. Tutti scenderanno a terra questa mattina a Reggio Calabria assieme ai 120 prelevati a Lampedusa.

La mappa del Sud Italia è punteggiata da bandierine. Pozzallo, Augusta, Catania e Messina assorbiranno – pro quota – altri 1.000 salvati al largo delle coste siciliane, Crotone (300) e Roccella Jonica (200) si faranno carico del barcone con 500 persone partito dalla Turchia e agganciato da nave Corsi e nave Visalli della Guardia costiera, causa il mare forza 5 in peggioramento. A Brindisi sbarcano invece i 105 passeggeri salvati da Emergency al largo della Libia. Tra i migranti anche cinque ustionati.