16 apr 2022

Donbass, obiettivo finale Ma il 9 maggio si avvicina

Se Putin non ottiene risultati entro quella data, la guerra diventa imprevedibile. Il generale Jean: "I russi hanno il cinquanta per cento di probabilità di farcela"

alessandro farruggia
Cronaca
Un missile russo inesploso in una zona rurale dell’Ucraina
Un missile russo inesploso in una zona rurale dell’Ucraina
Un missile russo inesploso in una zona rurale dell’Ucraina

di Alessandro Farruggia E adesso Putin si gioca il tutto per tutto: provare a prendere il Donbass. Se dovesse riuscirci – possibilmente entro il 9 maggio, data della Festa della Vittoria contro i nazisti – dichiarerebbe vittoria e si siederebbe al tavolo delle trattative, altrimenti ogni opzione è sul tavolo. Uso di atomiche tattiche come ha ventilato il presidente ucraino Volodimir Zelensky ("il mondo deve essere pronto all’uso di armi nucleari da parte della Russia") e non ha escluso il capo della Cia Bill Burns. O guerra ad oltranza, come teme l’ex ambasciatore Stefanini. Un semplice ritiro nei confini della Federazione Russa non è contemplato da nessuno. Il 9 maggio la Federazione russa celebra la Giornata della Vittoria, in memoria della sconfitta della Germania nazista al termine della seconda guerra mondiale: "È una data – Stefano Stefanini, già ambasciatore italiano alla Nato, oggi senior advisor di Ispi – che nella narrazione non può passare sotto silenzio. O la Russia è in grado di celebrare un successo di quella che chiama ‘una operazione speciale’, o è costretta a spiegare che il conflitto in corso diventa una guerra, come fu quella patriottica del 1941-1945, sorvolando sul fatto che in quel caso fu la Russia ad essere aggredita, e non come adesso ad aggredire. Se la Russia non può celebrare questa ricorrenza con un qualche successo militare, allora Il 9 maggio potrebbe trasformarsi in una sorta di chiamata alle armi per una guerra ad oltranza". Adesso è in corso una opera di reintegro dei reparti, gravemente depauperati dalla perdita di materiali e di personale – dal 20 al 30% – e il cui morale è basso, ed ancora più grave è la mancanza di motivazioni. In corso anche l’afflusso di forze della riserva. "Lo scontro – osserva il generale Carlo Jean, oggi presidente del Centro ...

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