Martedì 16 Luglio 2024

Cinema e teatri, cambiano le regole della Fase 3. Più posti nelle sale

Dal 15 giugno riaprono le sale e il nuovo Dpcm, approvato ieri dal governo, introduce novità: fino a 1000 spettatori all'aperto e i conviventi potranno sedere vicini

Riapre il cinema, posti distanziati ma conviventi vicini (Ansa)

Riapre il cinema, posti distanziati ma conviventi vicini (Ansa)

Roma, 12 giugno 2020 - Il 15 giugno si torna nelle sale dei cinema e dei teatri, al chiuso e all'aperto. Lo stabilisce il nuovo Dpcm, firmato ieri sera dal premier Conte, che introduce qualche novità rispetto alle indiscrezioni filtrate nei giorni scorsi. Gli spettatori conviventi protranno sedere vicini, ma per tutti rimane l'obbligo di indossare la mascherina, a questo punto affidato alla sensibilità delle singole Regioni.

Cambia anche il numero di spettatori massimo amesso nelle sale. Nei cinema e teatri al chiuso potranno trovare posto fino a 200 spettatori, un numero che prima comprendeva anche il personale di sala, nonché per il teatro gli attori, i tecnici e gli operai. Lo stesso vale per gli spettacoli all'aperto: il provvedimento, infatti,  specifica che sono ammessi "fino a 1000 spettatori", una precisazione particolarmente significativa per gli spettacoli di opera, per i quali il numero degli addetti ai lavori è necessariamente molto alto. Per i cinema multisala si precisa, poi, che il limite dei 200 spettatori va inteso "per ogni singola sala".

Sempre nel punto "M" dell'articolo 1 del Dpcm, si precisa anche che "le attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali".

Arena di Verona e grandi strutture

"Le Regioni e le province autonome - precisa il Dpcm- in relazione all'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire una diversa data di ripresa delle attività, nonché un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi". Quest'ultimo passaggio potrebbe essere interpretato come una possibilità per alcune grandi strutture, come per esempio l'Arena di Verona, di accogliere, stante in suoi ampi spazi, anche più del limite fissato di 1000 spettatori. A sottolinearlo sono i parlamentari dem Gian Pietro Dal Moro, Vincenzo D'Arienzo, Alessia Rotta e Diego Zardini, che ringraziano il ministro Franceschini. "La Fondazione Arena - ricordano i deputati Pd - aveva sollecitato con la presentazione di un dettagliato e apposito protocollo di sicurezza la possibilità di aumentare il numero degli spettatori autorizzati a entrare, da 1000 a 3000 posti, in ragione della sua capienza e delle numerose viste di accesso e uscita. Come parlamentari del Partito democratico avevamo portato questa richiesta sul tavolo del governo e del ministro dei Beni Culturali. In tal senso, grazie alla deroga prevista dal Dpcm, l'Arena potrà aumentare considerevolmente i numeri attualmente previsti previo parere favorevole della Regione".

Discoteche e fiere

Restano ancora sospesi gli eventi "che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto, quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni", si legge nel Dpcm. Per il momeno, tardano a ripartire anche "le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso e, sino al 14 luglio 2020, le fiere e i congressi".