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6 giu 2022

C’è il via libera Direttiva in arrivo

6 giu 2022

1 I tempi

La direttiva sul salario minimo è all’ultimo miglio e l’Europa vede all’orizzonte uno dei suoi traguardi sociali più importanti. A poco più

di un anno e mezzo dal primo varo del testo da parte della Commissione europea, il via libera politico, d’intesa

con il Parlamento Ue e

gli Stati membri, è atteso a Strasburgo nella notte

tra oggi e domani

2 Cosa cambia

La direttiva non fissa

un salario minimo comune per tutti, né tantomeno un obbligo. Punta invece a a istituire un quadro per fissare salari minimi adeguati

ed equi rispettando le diverse tradizioni di welfare dei Ventisette

per garantire un tenore

di vita dignitoso, ridurre le disuguaglianze e mettere un freno ai contratti precari e pirata.

3 Il panorama

Ad oggi il salario minimo non è stato istituito solo in sei Paesi: oltre all’Italia, mancano all’appello Austria, Cipro, Danimarca, Finlandia, Svezia. I Paesi nordici resistono per preservare l’autonomia delle parti sociali e il loro modello del mercato del lavoro, dove le ingerenze statali sono pressoché nulle.

Nel resto d’Europa, stando agli ultimi dati Eurostat, il salario minimo viaggia tra i 332 euro mensili della Bulgaria

e i 2.257 euro

del Lussemburgo 

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