di Elisabetta Rossi "Cosa direi ora ai miei genitori? Gli direi che gli voglio bene, perché sono i miei genitori, ma devono accettare la mia scelta, la mia vita. Mi devono lasciare libera di vivere, di uscire, di amare". Non c’è rabbia negli occhi neri e profondi di Anna (nome di fantasia), la 20enne pesarese, aggredita dai genitori, padre musulmano di 53 anni, madre pesarese di 58, a suon di schiaffi e tirate di capelli, sabato notte scorso a Pesaro, in un viale del lungomare, dopo che aveva appena smontato dal lavoro, perché hanno scoperto che è lesbica. Anna era in macchina con la compagna quando è scoppiato il caos di urla e botte. Ad assistere e a intervenire in difesa della ragazza, è stato il portiere dell’hotel Due pavoni, Roberto, che ha strappato alla furia del...

di Elisabetta Rossi

"Cosa direi ora ai miei genitori? Gli direi che gli voglio bene, perché sono i miei genitori, ma devono accettare la mia scelta, la mia vita. Mi devono lasciare libera di vivere, di uscire, di amare". Non c’è rabbia negli occhi neri e profondi di Anna (nome di fantasia), la 20enne pesarese, aggredita dai genitori, padre musulmano di 53 anni, madre pesarese di 58, a suon di schiaffi e tirate di capelli, sabato notte scorso a Pesaro, in un viale del lungomare, dopo che aveva appena smontato dal lavoro, perché hanno scoperto che è lesbica. Anna era in macchina con la compagna quando è scoppiato il caos di urla e botte. Ad assistere e a intervenire in difesa della ragazza, è stato il portiere dell’hotel Due pavoni, Roberto, che ha strappato alla furia del padre la figlia, facendola rifugiare in albergo. Un episodio che è finito prima davanti alle forze dell’ordine. E poi sul tavolo della procura di Pesaro che ha aperto un fascicolo per maltrattamenti contro i due genitori.

Anna, ma ha più sentito i suoi da quella notte?

"No. O meglio, non mi hanno chiamato o scritto. Stanno scrivendo messaggi a una persona con cui io sono in contatto".

Ma hanno scritto per chiederle scusa?

"No. Non mi sono arrivate parole di scuse. Non ancora".

E lei come sta ora?

"Sono dispiaciuta per i miei. Perché non mi capiscono. Ma non è solo per il mio orientamento sessuale. Non mi facevano vivere libera. Non potevo uscire se non poche volte. Mio padre è sempre stato più rigido. Mia madre mi faceva un po’ da filtro per farmi uscire, lo calmava, lo convinceva. Ma poi alla fine comandava lui. Musulmano è solo mio padre, ma mia madre ed io no. Sulla religione non mi hanno mai detto nulla. Ma sul fatto che ho una ragazza, su quello, la pensano tutti e due allo stesso modo".

Ma prima dell’altra sera aveva mai provato a parlare con i suoi della sua omosessualità?

"Avevo provato a dirlo. Ma mai chiaramente. È difficile, ci vuole coraggio. Ho capito di essere lesbica quando avevo 18 anni". Come lo hanno saputo allora? "Sapevano che la mia compagna era lesbica. L’altra sera me li sono ritrovati davanti mentre ero in macchina con lei. Non me lo aspettavo proprio".

Ed è scoppiato il caos…

"Sì. Mio padre mi ha afferrato per i capelli e mi ha dato degli schiaffi. Ma mia madre non mi ha toccata. Mio padre mi insultava, mi offendeva. Poi è intervenuto quel portiere dell’albergo. Ci ha fatto entrare, a me e alla mia compagna. Poi è entrata mia madre, solo lei. Abbiamo discusso. Il portiere l’ha fatta uscire. Poi ci ha chiesto se volevamo chiamare la polizia. La mia compagna ha consigliato di non farlo, perché sennò avremmo messo nei guai i miei genitori". Ma alla fine lei li ha denunciati…

"Sì, anche se pensavo di denunciare solo mio padre".

Il reato di maltrattamenti prevede però più episodi. Lei quindi ha raccontato di aver subito altri maltrattamenti…

"Sì, ci sono stati altri episodi a casa, altre situazioni in cui ho subìto maltrattamenti, in cui mi è stato impedito di vivere liberamente la mia vita".

Dove si trova ora?

"Sono a casa di amici. Non della mia fidanzata. Per fortuna, ho l’aiuto di una mia amica e di un mio amico".

Pensa che farà lei la prima mossa con i suoi genitori?

"Per adesso voglio far calmare un po’ le acque. Poi ci riparlerò. Sono anche molto sorpresa e stordita da tutta questa attenzione da parte del giornale".

Ma la sua vicenda invece accade a pochi giorni dall’affossamento del Ddl Zan sulla omotransfobia, la questione più dibattuta di questo periodo…

"Sì, ho visto, ma non sono mai andata alle manifestazioni".

Non pensa che uscire allo scoperto, pubblicamente, possa aiutare tante persone che vivono la sua stessa situazione?

"Per ora non ci riesco. Io sono tranquilla nella mia scelta. Ripeto, mi dispiace per i miei genitori, per la situazione che si è creata. Voglio solo andare avanti e lasciarmi alle spalle il prima possibile questa storia".